La filiera corta del chilometro zero: binomio di qualità e risparmio.
Un numero esiguo di passaggi tra produttore e consumatore, senza l’intermediazione della distribuzione commerciale abbattendo così spese di trasporto, costi e inquinamento.
Bada in particolar modo alle proprietà del prodotto Alessia Bianchi che nel suo blog “Dolcezze di Nonna Papera”, racconta la cucina a fuoco lento, che ha lo scopo di provocare uno “scambio aromatico” tra l’alimento di origine animale o vegetale e il liquido in cui viene cucinato con una particolare passione anche per la cucina ubriaca. «Il cibo viene cucinato unicamente nel vino o nella birra», spiega Alessia.
«Quando faccio la spesa prediligo prodotti della zona, il più possibile a chilometro zero».
Partecipando a molti blog tour, «conosco i produttori e riesco a capire come avvengono la lavorazione e tutti i passaggi fino alla vendita. Mi colpisce la qualità punto su quella».
Il supermercato per Bianchi è un luogo in cui «prendere il “contorno” necessario per ultimare i piatti. Anche lì cerco prodotti di qualità e sempre di provenienza, se proprio non locale, almeno italiana. Tra gli scaffali si trovano anche prodotti di qualità che spesso scopro proprio grazie al produttore che mi suggerisce i punti vendita».
«Per i miei acquisti frequento la zona tra Como e Varese, sempre alla caccia del prodotto tipico. La cosa più importante, però, rimane conoscere dove si va a prendere il cibo e qual è la sua origine sia che si tratti di cibo, vino o birra».
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