VARESE – La riqualificazione di piazza Repubblica, anche nella settimana di Ferragosto, continua ad animare il dibattito cittadino. Questa volta è un residente di via dei Rucellai, Giovanni Zappalà, già noto come poeta, a presentare quello che definisce un «modestissimo progetto».
Spiega: «So che il comparto è stato oggetto di due concorsi internazionali. La mia proposta desidera essere solo una testimonianza di partecipazione, non di interferenza». E così il cittadino ha impugnato carta e penna e, prendendo spunto dalla storia di Varese e dalle esigenze del territorio, ha elaborato il suo personale «rendering».
Un’idea originale, che potrebbe partecipare all’instagram call #postalapiazza ideato dall’ufficio comunicazione del concorso per condividere, con sequenze di foto, le piazze e gli spazi pubblici scoperti, visitati e frequentati durante i viaggi estivi 2015. Il progetto di Zappalà gioca su due differenti identità della piazza, che immaginiamo divisa in due parti là dove oggi ci sono i gradoni (quelli che a settembre verranno rimossi). Lungo quella linea Zappalà posizionerebbe una quinta di archi. Quindi una parete che dia l’idea della divisione senza creare nascondigli e barriere. Gli archi potrebbero essere illuminati dal basso, come un monumento. Nella parte più vicina al centro commerciale il cittadino
installerebbe un maxi schermo o comunque un palco. Un fulcro artistico, che in estate potrebbe ospitare performance e concerti. Davanti al palco, infatti, Zappalà immagina la platea di un teatro, con sedie (o panchine) messe a semicerchio. In quel comparto, incoraggiando la partecipazione dei bar e dei locali del centro, dovrebbe trasferirsi parte della movida di piazza Monte Grappa. Perché, come sostiene il cittadino, non si può riscrivere una piazza senza pensare a quali attività sociali e frequentazioni inserirvi. Nella parte della piazza più vicina alla ex caserma Garibaldi, invece, secondo Zappalà, sarebbe opportuno ripristinare l’antica scalinata che conduceva al monumento dei caduti del Butti.
«Quella scalinata creava un’area storica, di rispetto. È stata demolita nel ’92, quando è stato costruito l’autosilo. Ripristinandola, la piazza riacquisterebbe il perduto fascino, ridando all’opera bronzea l’importanza e la bellezza oscurate dalla costruzione dell’autoparco sotterraneo – argomenta Zappalà, che continua – il grande anello circolare di aerazione ai piani sottostanti, all’ingresso della piazza, potrebbe ospitare una fontana opportunamente studiata per non impedire i disimpegni ai piani inferiori. Oppure, più semplicemente, un’asta per sostenere bandiere o gonfaloni nelle ricorrenze di feste nazionali». Tutto con la minima spesa e la massima resa, lasciando la circolazione veicolare in via Spinelli.













