VARESE «Le imprese hanno bisogno degli stranieri ma così come concepito il decreto flussi serve a poco». Una critica al sistema di ingresso dei lavoratori extracomunitari, quello disegnato dalla legge Bossi-Fini, che di solito arrivava dai sindacati e che invece questa volta parte delle associazioni di categoria degli artigiani e delle piccole e piccolissime imprese di Varese che lamentano tempi troppo lunghi e controllo praticamente nullo sulla preparazione professionale degli stranieri che vincono la «lotteria del click day».In pratica con il decreto flussi per l’immigrazione regolare il governo stabilisce quanti lavoratori extracomunitari potranno entrare in Italia (per il 2011 sono 98.080) e stabilisce un giorno di apertura per l’invio delle domande: il prossimo 31 gennaio alle 8 del mattino. E i posti disponibili saranno assegnati alle prime domande regolarmente compilate e inviate al Ministero. «In pratica vince chi arriva prima, e non il più preparato o la professionalità di cui c’è maggior bisogno – spiega il direttore provinciale della Cna Roberta Tajè – É un sistema quello del “click day” poco efficace come principio e anche nella pratica perché il sistema si può impallare e provocare ritardi ingiusti, com’è capitato anche sabato scorso con il click day dell’Inail con gli imprenditori potevano accedere a determinati contributi». Insomma gli artigiani varesini vorrebbero poter assumere le persone di cui c’è realmente bisogno e con una competenza specifica e provata, a maggior ragione in questo periodo in cui le offerte di lavoro sono poche e mirate:
«Se io ho bisogno di un falegname ho bisogno di un professionista del settore e non di un pasticcere che sa usare il seghetto circolare», spiega con un esempio Giorgio Merletti, presidente della Confartigianato Lombardia e di quella di Varese. Una professionalità, quella del falegname, che Merletti non cita a caso accanto a quella del saldatore che sono tra le più richieste dal mercato del lavoro italiana: «Nei mesi scorsi la nostra associazione ha pubblicato uno studio nazionale da cui emerge come nell’anno 2010, un anno in cui la crisi brucia ancora, non certo facile, nel nostro paese ci sono 70 mila posti di lavoro vacanti per mancanza di professionisti – aggiunge Merletti – si tratta di mestieri che gli italiani fanno sempre meno ma di cui abbiamo bisogno». Una necessità, quelle delle imprese che guarda innanzi tutto al presente, mentre per assumere uno straniero con il decreto flussi tra l’invio della domanda e il permesso di soggiorno passa almeno un anno, di cui sei mesi solo per il rilascio del nulla osta. L’ultimo decreto flussi aveva portato, o più probabilmente fatto emergere, 1140 lavoratori stranieri a fronte di diverse miglia di domande, ma solo nelle prossime settimane sapremo quanti e quali lavoratori saranno ammessi in Provincia con il decreto flussi 2011 perché a differenza degli anni scorsi il governo si riserva di stabilire in un secondo momento la ripartizione dei 98 mila posti per provincia in proporzione al numero di domande presentate.
s.bartolini
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