Il cuore dei 700 regala un pasto a tutti

La giornata di “Varesesolidale” si è chiusa sabato, l’esperienza va avanti: «Ormai siamo una realtà». E dopo la cena in piazza San Vittore, il responsabile Caritas conferma: «Tante donazioni, che cuore»

– «Varesesolidale è di fatto una realtà da ieri sera». Don , coordinatore provinciale della Caritas diocesana traccia un primo bilancio dell’evento “Varesesolidale- Aggiungi un pasto a tavola” che nell’arco della giornata di sabato ha portato in centro migliaia di persone, con quasi 700 partecipanti alla cena allestita in piazza San Vittore.
Varesesolidale riunisce sotto una sola bandiera 54 associazioni di volontariato cittadine che, pur restando indispensabili nella loto unicità, si sono messe a disposizione di una causa comune: dare da mangiare a chi ha fame.

«Il risultato ha superato le nostre aspettative – dice don Marco – In termine di partecipazione sia delle associazioni che hanno aderito al progetto che da parte della gente. L’avevamo detto all’inizio: partiamo da quello che a Varese c’è. E a Varese c’è tanta solidarietà. Il varesino non è uno che si vanta, la carità la fa in silenzio. Ma ha un cuore generoso».
Lo aveva detto anche il sindaco sabato sera dal palco di piazza San Vittore sul quale lo aveva invitato a cantare qualcosa, facendo scattare anche un applauso di incoraggiamento: Non è il caso – ha replicato il primo cittadino con accanto gli assessori e per la consegna di un riconoscimento a Remigi per i 50 anni di carriera – Siamo qui per stare tutti insieme: se cantassi farei il vuoto». Fontana ha quindi aggiunto: «Dicono che noi varesini siamo freddi, distaccati, chiusi. Ebbene questa piazza è la prova plastica che è assolutamente falso. Questa piazza è la prova del grande cuore di Varese».
A cena gli organizzatori speravano di raggiungere quota 500 partecipanti: «Erano quasi 700 – dice don Marco – E tanti sono arrivati senza avere aderito all’iniziativa sperando di trovare posto. Abbiamo inoltre ricevuto donazioni importanti da parte di privati e associazioni». Il bilancio è positivo anche sotto il profilo di quanto si è raccolto.

«Non abbiamo ancora una cifra – prosegue il responsabile Caritas- ma il risultato è importante e darà una bella spinta in avanti a tutte le realtà che sul territorio si occupano di sfamare gli indigenti. L’Emporio solidale, la San Vincenzo, la mensa della Brunella, le suore di via Luini, la Croce Rossa, dimentico certamente qualcuno ma tutti avranno modo di poter fare di più grazie all’impegno dei volontari, delle associazioni e ovviamente dei varesini, dei cittadini che hanno accettato l’invito

ad avvicinarsi. A mettersi in gioco». Sabato sera in piazza San Vittore c’erano tutti. Giovani e meno giovani, volontari, politici, gente comune. Chi ha lavorato senza sosta per la realizzazione di una manifestazione perfetta ha persino trovato il modo di rendere omaggio attraverso il cibo al territorio e non solo. Ha creato un collegamento con Expo 2015 e il suo tema: nutrire il pianeta. Aggiungi un pasto a tavola nasce per raccogliere fondi da destinare a chi ha fame.

Ebbene a tavola, i commensali, si sono visti servire mantecata di carnaroli al vino Sebuino dei colli di Angera e Formagella del Luinese, piatto speciale preparato per l’Esposizione universale promosso da Varese Food & Wellness, uno dei sei club di prodotto turistici sviluppati per Expo2015 con il supporto della Camera di Commercio di Varese insieme a Regione Lombardia.
«Sì è stato tutto oltre ogni aspettativa – dice don Marco – per questo dico che quella di sabato è per noi stato un inizio. A breve avremo una riunione che tutti coloro che fanno parte del coordinamento. Ci sono così tanti progetti, così tante idee da portare avanti. Dobbiamo organizzarci. Parlare di date adesso è prematuro. Ma ci sono tante idee».
Aggiungi un pasto a tavola si rifarà? «Sì – dice dona Marco – ma possiamo pensare di fare anche altro. Questa città è davvero solidale. Quella di sabato è stata solidarietà vera. Unica finalità: dare da mangiare a chi ha fame. E sì la finalità è stata raggiunta”.
Del resto bastava un’occhiata a piazza San Vittore per capire. Un’immagine portentosa. Un ex presidente Univa che serve ai tavoli senza tregua, giornalisti che non parlano di politica ma sono pronti a mettersi il grembiule e correre in cucina se serve.
I Monelli della Motta e gli Alpini che hanno lavorato come orologi per sfamare tutti, letteralmente. I ragazzi dell’istituto alberghiero in divisa, adolescenti di sabato sera che mostravano una professionalità da manager d’alta scuola. E poi dove la trovate una festa in piazza che ha un direttore di sala? A Varese.
A dirigere gli studenti c’era un insegnante. Anche la scuola ha voluto essere Varesesolidale.
E alla fine i presenti non sapevano più come applaudire per tutto quello che è stato fatto e soprattutto perchè è stato fatto.