Il flop di viale Europascatena la polemica

VARESE È l’unico neo che sfregia il volto dei Mondiali di Varese. Ma è un neo bello grosso. E il giudizio della classe politica varesina non è tenero nei confronti del Comune, che ha rimediato un flop sull’unico parcheggio comunale – quello di viale Europa – che avrebbe dovuto aprire i battenti entro la data d’inizio della manifestazione. A criticare aspramente la giunta è soprattutto il Pd, che accusa l’amministrazione d’aver rimediato per la città una figuraccia “mondiale”. «È l’ennesimo e

madornale segno del fallimento di un progetto nato in vista di un’importante manifestazione sportiva ma che è sempre stato portato avanti in pessimo modo – accusa il consigliere Fabrizio Mirabelli – un ritardo dopo l’altro, è saltata l’apertura dell’autosilo entro la metà di settembre. In questo modo un parcheggio da realizzare per un obiettivo specifico ha perso la sua motivazione. Poi, anche nei mesi successivi, è stato portato avanti male. Tanto che adesso il Comune raccoglie i frutti marci dell’insuccesso».

Alle pesanti accuse del centrosinistra replicano i commenti del centrodestra, tra cui solo la Lega si schiera in netta difesa dell’operato dell’amministrazione.

«Progettare quel parcheggio è stato folle fin dall’inizio dal punto di vista economico – dichiara il consigliere di An Stefano Clerici – il costo preventivato per ogni singolo posto auto si aggirava infatti sui 20mila euro. Con queste premesse, sarebbe stato impossibile rientrare dai costi. Perdipiù, anch’io ho sempre avuto dei dubbi sul posizionamento a ridosso della collina di Bosto». Ma la soluzione lanciata dall’assessorato viene promossa. «L’importante adesso è rientrare nelle spese, quindi ben venga il ridimensionamento dell’opera: fare 60 posti auto a rotazione è la scelta migliore, potranno

essere utilizzati per gli uffici finanziari».Ottimista il consigliere leghista Carlo Piatti. «La colpa non è dell’amministrazione ma della ditta appaltatrice che ha disatteso tutti gli accordi e il Comune ha fatto bene ad avviare una procedura legale. I soldi che i cittadini hanno perso dovranno essere ripagati dall’azienda. Per quanto riguarda l’idea di vendere il terreno e ridurre il parcheggio, è la soluzione migliore che ci sia rimasta. L’importante è agire senza fare un passo falso: siccome c’era stato un esproprio, il terreno potrà essere venduto a un privato solo parzialmente».

Forza Italia non vuole sentir ragioni. «Il parcheggio va finito, bisogna quindi trovare una soluzione alternativa affinché vengano realizzati almeno in parte i posti – dice il consigliere Piero Galparoli – è una delle poche opere consistenti che Varese deve realizzare. In venti anni più che fontane e rotatorie non sono state realizzate. Lasciare l’opera incompiuta non è possibile».
Marco Tavazzi

s.bartolini

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