Il futuro di Varese è sotto terra «Troppo traffico, va nascosto»

Il futuro di Varese è sotto terra
«Troppo traffico, va nascosto»

Il traffico? Nascondiamolo sotto terra, perché altro non si può fare per alleggerire la viabilità varesina per come stanno le cose oggi.

Questa la provocazione che il professore di storia Luigi Zanzi ha scritto in «Come vorrei Varese», una lista di desideri, buone intenzioni e sogni, distribuita al pubblico di “Varese Terra Desolata”, serata organizzata da Piccole Vedette Lombarde e UniversAuser che si è svolta giovedì sera al teatro Santuccio. La lista di desideri prende spunto dal “Piano Zanzi”, un documento approvato dal consiglio comunale durante il Governo di .

Al quinto punto del documento Zanzi scrive: «Vorrei che Varese affrontasse in maniera sistematica il problema della circolazione automobilistica che attualmente è in una situazione del tutto inaccettabile, senza che nessuno se ne occupi».

«A tal proposito occorre saper sognare. Ad esempio saper immaginare un tunnel che passi sotto il nuovo nucleo di verde urbano in estensione del Gardino Estense, così da collegare rapidamente il traffico in uscita verso occidente con una nuova direttrice di sviluppo di viale Europa verso Casciago e Luvinate». E ancora: «Saper immaginare un altro tunnel che colleghi viale Europa con piazza Repubblica passando sotto il colle di Bosto. Saper coprire il tratto ferroviario in parallelo alla via Magenta, così da trasformare tutta quell’area in una zona di flusso di traffico con adeguate attrezzature urbane. Saper ideare nuovi transiti a tunnel sotto il colle di Giubiano per collegamenti con le vie di transito verso oriente».

Fino alla conclusione: «Senza tali interventi strutturali non vi è alcuna possibilità di risolvere il problema del traffico locale in Varese». Solo sogni? «Assolutamente sì, realizzare questi tunnel costerebbe tantissimo e implicherebbe problematiche di tipo geologico da valutare».

«Non so neppure se sarebbero tecnicamente fattibili, per esempio il colle di Bosto presenta notevoli problematiche di staticità – afferma , assessore all’Urbanistica – I costi sarebbero talmente elevati che farsene un’idea è difficile. Ma è possibile rendersi conto di cosa significa realizzare un tunnel andando a vedere i lavori in corso tra Lozza e Morazzone». Fino all’affondo: «Zanzi forse non è al corrente del fatto che abbiamo presentato un piano urbano complessivo finalizzato a tener il traffico veicolare fuori dal centro di Varese».

«Un esempio è la Gasparotto Borri, che ha un costo di 15 milioni di euro che chissà a quanto lieviterebbero se la bretella fosse realizzata “in galleria”. Più che sogni, quelli di Zanzi sono “sogni d’oro”».

Dei tunnel aveva parlato anche Ance nelle proposte per il Pgt. Ma che siano destinati a rimanere astratti lo sa anche Zanzi che però conclude il suo scritto dicendo: «So bene che si usa dare del “sognatore” a chi dice cose a cui non si vuole prestare orecchio. Tuttavia io mi ostino a sognare, perché sognare è una delle attività più importanti per tenere sveglio il proprio spirito senza rassegnarsi alla decadenza della situazione del mondo in cui si vive».

Ed è proprio il «non arrendersi» il leit motiv che ha fatto da filo conduttore alla serata al Santuccio. Conclusasi con il discorso di i, formatore regionale del Fai, che ha proposto una mobilitazione per fermare il parcheggio alla Prima Cappella: «Una mobilitazione come quella che, agendo nelle sedi opportune, ha fatto si che non venisse costruita la terza pista a Malpensa».

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