VARESE Un silenzio irreale si è abbattuto ieri sul “Franco Ossola” dopo tre anni e tre giorni. Tanto tempo è passato dal famoso 7 settembre del 2008, quando il Varese era caduto in casa davanti all’Olbia, incassando quella che era stata l’ultima sconfitta prima dell’inizio di una lunghissima imbattibilità. È stato il Livorno a sfatare il tabù, zittendo Masnago e i suoi spettatori, ammutoliti dai due colpi che, fra il 5′ e il 26′ della ripresa, hanno messo in ginocchio i biancorossi. E’ finita 0-2.
Ed ecco le nostre pagelle:
MOREAU 6
Chi vuole buttargli la solita croce addosso, stavolta deve mettersi il cuore in pace: gol imprendibili.
PUCINO 5,5
Ci aggrappiamo ai suoi vent’anni per come ha giocato quando la squadra non aveva ancora smesso di farlo. A un certo punto stavamo persino scrivendo sul taccuino il nome di Pisano (gli assomiglia pure fisicamente) ma poi ha lasciato quel metro di troppo a Dionisi per il secondo gol.
FIGLIOMENI 5,5
Cosa vuoi dire: il primo gol nasce là in mezzo, dove c’è anche lui (è un’insufficienza collettiva, di solidarietà).
TROEST 5,5
Mezzo punto in più della media perché la sua contraerea, almeno, c’è stata: non passava un pallone alto dalle sue parti senza che venisse abbattuto.
CAMISA 5 Rampi fa il bello e cattivo tempo quando il Varese esce dal campo in anticipo. Per il resto, poteva giocare solo così: entrate dure, sempre sul filo tra anticipo riuscito e rischio di erroraccio. Ma lui è il capitano di un gruppo e il gruppo si è polverizzato alla prima difficoltà.
CORTI 5
In queste condizioni fisiche e mentali, un po’ come a Torino, non lo avevamo mai visto. Non ha l’impatto fisico devastante di sempre. L’esempio lo dà, ma sembra che non ne abbia.
DAMONTE 5,5
Ventun anni, esordisce e se la vede con gente che ha passato una vita in B o A. Non si capisce perché sia stato lui, il ragazzino, e non il grande nome Kurtic (che stava andando molto peggio) a essere tolto.
NADAREVIC 6,5
E’ il primo alla fine a fare coraggio a Benny ed è stato anche il primo e l’ultimo a crederci. Prima del black out generale inanella volate da 40 metri palla al piede, slanci su ogni pallone come se fosse vitale, collezione di gialli agli sventurati livornesi di turno. Il Varese, quando tornerà a essere il Varese, passa da lui.
KURTIC 4,5
Parte a sinistra e dopo un quarto d’ora è già al centro ma resta stralunato da tanti cambiamenti. In quanti ruoli è già stato fatto giocare? Tre, almeno: ora basta. E’ il più alto e non la prende di testa, ha i piedi migliori e non li usa. Ma non è questo l’atteggiamento – di testa, di voglia, di orgoglio – che volevamo da lui.
ZECCHIN 5,5
Mette l’unica palla gol della partita a Cellini, a parte le occasioni create dal solitario Nadarevic.
CELLINI 5
Lo fanno correre come un dannato per niente e deve andare a cercarsi i palloni con il lanternino nella pattumiera. Però non fa reparto e non è un falco nelle uniche due mezze occasioni.
CARROZZA 2
Cerca le gambe di un avversario e le trova per il più stupido dei falli visto a Masnago dai tempi dell’Eccellenza. La testa l’avevano già persa tutti: lui, purtroppo, è l’emblema. Esce fischiato da un pubblico che lo adora.
CAZZOLA 5
Prima giochi per gli altri e poi per te: vale per tutti ma soprattutto per chi alzandosi dalla panchina può cambiare la partita e il futuro, anche suo.
FILIPE 5,5
Coraggio, avevi davanti una montagna troppo alta.
s.bartolini
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