Il Manzoni trasloca E gli studenti pagano

Il Manzoni trasloca E gli studenti pagano
Protesta dei ragazzi del liceo linguistico e delle scienze ieri in via Copelli: tutta colpa del valzer di sedi. C’è chi lascerà via Brunico e chi dovrà andarci. Ma lievita il costo del bus. In presidio anche i professori

– Studenti e professori uniti nella protesta sotto l’Ufficio scolastico territoriale. I motivi sono diversi: sullo sfondo, però, c’è una scuola che scontenta tutti.Ieri mattina, davanti alla sede dell’Ust via Copelli, si sono ritrovate più di cento persone, tra cui numerosi scolari. Non è stato il classico sciopero che accomuna alunni di scuole ed età diverse: a far sentire la

loro voce c’erano solo i ragazzi del liceo Manzoni, in subbuglio per un valzer di sedi imminente e foriero di numerosi problemi.I fatti: dal primo gennaio il Manzoni (istituto scolastico che comprende liceo delle scienze umane e liceo linguistico) sarà protagonista di un trasloco generalizzato dovuto, in primis, alla sistemazione della struttura di via Brunico, edificio da tempo in decadenza.

La sede nella parte nord di Varese è attualmente occupata dagli studenti del liceo linguistico (al secondo e terzo piano), i quali verranno spostati – per consentire i lavori – nella nuovo complesso di via Monte Rosa.
Quest’ultima, tuttavia, non sarà in grado di ospitare le 54 classi complessive dei due indirizzi: c’è un esubero che costringerà alcune sezioni a ritornare al piano terra di via Brunico, non interessato dalla ristrutturazione, almeno fino alla fine dell’anno scolastico. Pare che i papali siano alcuni studenti – più, ovviamente, i relativi professori – che attualmente frequentano il liceo delle scienze umane, che con via Brunico non hanno mai avuto niente a che fare e che di lasciare Casbeno per quella destinazione non hanno alcuna intenzione.
Non si tratta di malavoglia: sul piatto ci sono disagi concreti. «Su tutti gli spostamenti – spiega una loro portavoce, – Chi viene da fuori Varese sarà costretto a spendere anche 200 euro in più di autobus. Poi c’è il fatto che non vogliamo essere obbligati a frequentare le lezioni in uno stabile che ogni giorno sarà oggetto di lavori e quindi di sporco e rumore». Da ultimo, viene contestata la procedura: «Perché organizzare tutto ciò a metà anno? – si chiedono i ragazzi – Da tempo si conosce lo stato di via Brunico: di questi spostamenti siamo stati informati all’ultimo».
Anche i professori sono d’accordo: «Tra noi c’è chi dovrà insegnare in tre sedi diverse (la terza è quella di via Morselli ndr). Un problema organizzativo non da poco che si aggiunge a quello degli alunni».
Davanti al piede di guerra dei “Manzoniani”, consiglio di istituto e Provincia di Varese – proprietaria delle strutture – dovranno prendere decisioni scomode: chi trasferire? L’appuntamento decisivo è fissato per lunedì alle 17.30 in via Morselli, dove si terrà un consiglio di istituto straordinario.

Vicino ai giovani, una quarantina di professori provenienti da varie scuole del territorio hanno presidiato contro le ricadute negative della “Buona Scuola”, la corposa riforma firmata , in procinto di entrare in vigore.
«Siamo molto preoccupati – afferma, docente di matematica allo Stein di Gavirate – per le ripercussioni sui contratti che prevedranno mobilità, organico funzionale e zero scatti di anzianità. Poi c’è l’esame di Stato: sarà fra sei mesi e non sappiamo ancora con quali modalità».

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