Il parcheggio adesso c’èMa la sosta resta selvaggia

VARESE La sosta regolare è possibile ma il pubblico sceglie il parcheggio selvaggio. E scattano le multe. Cronaca di un’ordinaria domenica di confusione viabilistica al palazzetto di Masnago quella che ha ospitato la sfida Varese-Roseto e che certamente sarebbe potuta andare meglio, se non per il risultato sportivo già ottimale, certamente dal punto di vista dei parcheggi. La novità della serata per i tifosi della Cimberio, vale a dire l’apertura straordinaria del parcheggio degli uffici provinciali in

via Valverde a spese della società varesina Avt, non ha fatto il pieno di presenze come previsto e sperato da amministratori e gestori; ma soprattutto non ha evitato ai meno educati di parcheggiare sulle fermate degli autobus, sull’unica via d’uscita di altre auto e davanti ai cancelli di sventurati residenti. «Abbiamo avuto solo una trentina di macchine – spiega Maurizio Marino, presidente di Avt – non sono bastate nemmeno per coprire i costi del parcheggiatore».

Scelta concordata d’altra parte è stata quella di ribassare la tariffa fino alla soglia di un euro per tutto il tempo di apertura, minimo per andare alla pari con i costi, con l’obiettivo di evitare le solite situazioni di disagio e incentivando la sosta regolare in un parcheggio che dista poche centinaia di metri dal palazzetto. «Mi sarei aspettato di più – continua il presidente Avt – ma devo dire che già quella trentina di macchine sembrano aver migliorato le situazione in giro: a parte qualche caso di parcheggio davvero selvaggio, facendo un giro per le vie intorno mi è sembrato che tutto fosse meno caotico del solito. Probabilmente molta gente non sapeva del nuovo parcheggio, vedremo di rimediare alla prossima partita casalinga». Cartelli per tutta la zona in primis, ma anche una comunicazione sul giornalino distribuito al palazzetto e striscioni ben visibili lungo le vie d’accesso.

Eviteranno soprattutto di replicare quelle multe che domenica scorsa una ventina di persone si sono trovate sul cruscotto, numero tra l’altro limitato da una ponderata tolleranza dei vigili che hanno sanzionato le soste fastidiose glissando su quelle meno gravi. D’altra parte, come ha ricordato Maurizio Marino, chi prima arriva meglio s’accomoda in posti tutto sommato accettabili, mentre chi arriva tardi si infila negli spazi restanti senza scrutare troppo le righe o peggio le aiuole sottostanti.
Francesca Manfredi

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google