Il Pd stavolta ha deciso Una donna candidata sindaco

Il Pd stavolta ha deciso Una donna candidata sindaco

VARESE Luisa Oprandi sarà il candidato sindaco del Pd. I vertici del Partito Democratico hanno infatti trovato la quadra, e deciso di candidare l’esponente democratica, insegnante e consigliera provinciale, alla prima carica della città, costruendo attorno a lei un’alleanza per confrontarsi con il centrodestra. Ad annunciarlo è il capogruppo dei democratici a Palazzo Estense, Emiliano Cacioppo. Che sottolinea la novità di una donna come candidato sindaco «autorevole e forte», da contrapporre invece «ad un centrodestra fallimentare, che ricandiderà un sindaco uscente forte solo delle sue sconfitte, per un’alleanza che fa acqua da tutte le parti». «C’è un dato politico – spiega il capogruppo – L’amministrazione in cinque anni ha fallito il suo compito di dare una svolta alla città, rivalutandola e riconsegnandola al suo ruolo di capoluogo della provincia. Un fallimento che si somma a quello degli anni passati, e che oggi è imputabile personalmente al sindaco Fontana. Proprio a causa di questo fallimento, assistiamo oggi alla frammentazione del centrodestra, con ipotizzate candidature in contrapposizione a Fontana». E anche il caso di Sarah Nidoli è sintomatico, dice, di questa situazione. «Seppur arrivati agli ultimi mesi di mandato, non perdono il vizio della lottizzazione». Puntando su Oprandi, i democratici sono convinti di riuscire a riaggregare la città. «Abbiamo tre mesi di fronte, tutto il tempo per poter realizzare l’obiettivo, dare un’alternativa con una candidatura seria e forte. in questi mesi abbiamo lavorato per stendere il programma, che in questi giorni viene sottoposto alla cittadinanza grazie ai nostri circoli. Inoltre, abbiamo vagliato le diverse disponibilità delle personalità del Pd a candidarsi. Di queste, quella più forte e ancorata

al tessuto sociale varesino è quella di Luisa Oprandi».Che sarà la prima donna a candidarsi a Palazzo Estense per un partito importante. Negli anni passati, c’era state figure femminili, ma solo per liste minori. «È un’insegnante, è seria e capace e impegnata nel sociale. Insomma, ha le caratteristiche per essere un buon sindaco. Nel Pd, le donne vengono scelte per le loro capacità, non certo, come fa Berlusconi, perché fanno il bunga bunga». L’investitura non è ancora ufficiale. Ma quasi. «Invito l’assemblea cittadina, che si riunirà tra dieci giorni, a scegliere lei». Cacioppo svela anche le indiscrezioni che lo avevano visto come possibile candidato sindaco. «C’è stato un lungo confronto nel Pd. Il partito aveva chiesto a tutti coloro che volessero candidarsi di offrire la propria disponibilità. Da parte di Oprandi è arrivato un deciso consenso. Abbiamo sondato la disponibilità di Giuseppe Adamoli, che non c’è stata. Era stato chiesto anche a me. Ho mantenuto il più stretto riserbo fino alla decisione finale. Ma ho deciso di non potere offrire alla città la piena disponibilità che serve per questo compito. Lavorando a Milano, non avrei avuto il tempo necessario. Ed essendo ancora giovane, penso sia giusto prima realizzare la propria professione, e poi aspirare ad avere ruoli importanti in politica». Cacioppo non si ricandiderà nemmeno in consiglio. «Sono stato capolista due volte e due volte capogruppo. È giusto lasciare spazio ad altri. Spero che il partito saprà valorizzare i più giovani. Dando a loro le stesse opportunità che ha dato a me. In ogni caso, resterò dirigente provinciale e collaborerò alla campagna elettorale». Marco Tavazzi

s.bartolini

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