Il porco diventa arteMa scatena le proteste

VARESE Due maialini abbracciati durante la cottura, in un insieme di ruote e ingranaggi di ferro. Ha riscosso perplessità e critiche «la scultura di ferro e carne» creata dall’artista-braciere Nando Andreoli di Cantello e posizionata davanti al pub Re Carlo. Con l’obiettivo di coniugare arte, cucina e spettacolo, l’artista ha preso due maialini scannati, ognuno di venti chili, e li ha sistemati l’uno sull’altro come per simulare un macabro ed estremo abbraccio. Successivamente, sopra il braciere ardente, gli animali hanno iniziato a fumare e a ruotare l’uno sull’altro.L’effetto è stato sicuramente di forte impatto, tanto che alcuni passanti sono andati via veloci senza soffermarsi a guardare quello che appariva come un insieme di grugni, orecchie e zampe annodati insieme. «Fa impressione» ha detto Martina Bizzotto. «Antiestetico, assolutamente di cattivo gusto» ha ribadito Francesco Tomassini. «Se fosse per me lo toglierei subito» ha aggiunto Franca, una passante. L’artista non è nuovo a queste trovate, tanto che è già stato chiamato a organizzare

“grigliate spettacolari” a Bologna e a Foligno. «Le mie sculture nascono dal desiderio di coniugare la bellezza della carne con quella delle strutture in ferro» spiega l’artista. Quasi nessuno, però, ha capito che si trattava di un’opera d’arte. I più pratici si sono preoccupati solo della cottura, come Lucia Gianotti. Altre persone si sono soffermate incuriosite e scioccate, come Elena Fontana, una fotografa che ha immortalato lo spettacolo. Per alcuni invece, come Anita Vanin, trasformare la cottura del cibo in arte è un’idea nuova, da esplorare. Il coordinamento animalista di Varese e l’Uda, l’ufficio diritti animali, hanno già dichiarato come questa scultura vada contro allo spirito della festa, considerando che Sant’Antonio è il protettore degli animali. Inoltre: «Reputiamo ingiusto spettacolarizzare la morte degli animali e farne oggetto artistico. L’unica cosa positiva è che offre ai passanti l’occasione di vedere da dove arriva il prosciutto che nei ristoranti tante volte viene offerto ai vegetariani al posto della carne» dice Alessandro Borgini.

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