VARESE L’ospitalità è sacra. E non deve diventare terreno per sconti politici e demagogie. L’altolà alla chiusura del centro di via Pola arriva dalla curia varesina che, finora rimasta ai margini della polemica per non gettare benzina sul fuoco, lancia un monito. «Siamo a favore del mantenimento del centro per i rifugiati – dice monsignor Gilberto Donnini, prevosto di Varese – è un servizio offerto
dalla città, che c’è sempre stato e non ha motivo di essere eliminato proprio adesso». Detto questo, però, il prevosto si guarda bene dall’entrare nelle schermaglie politiche. «Non entro in questi discorsi – mette in chiaro – a me interessa che il centro continui ad esistere. Tutto il resto l’ha già detto la Caritas. Spiegando il bene che ha fatto l’esistenza del centro rifugiati».
LEGA VS VESCOVI?
Insomma, la posizione della Chiesa non poteva essere più chiara. E inevitabilmente sarà spunto di riflessione nell’ambito del dibattito sulla questione immigrati, che la Lega aveva fatto esplodere in occasione della visita dell’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, a Varese, accusando la curia di comportamento filoislamico.
A Varese, nella culla della Lega, il movimento di Bossi deve far capire di contare e non può permettersi di continuare a ricevere sonori schiaffoni sulla battaglia contro il centro di via Pola, soprattutto adesso che è riuscito ad ottenere una vittoria a Roma sul decreto per la sicurezza.
Per martedì, infatti, è fissata la seduta della commissione servizi sociali, dove il presidente dell’organo Emanuele Monti (Lega Nord) presenterà il documento per bloccare il rifinanziamento della struttura per gli asilanti, primo passo verso la chiusura del centro. Se il centrosinistra è contrario, la maggioranza si trova tuttavia spaccata. E solo Alleanza Nazionale si è ormai messa dalla parte del sindaco Attilio Fontana e della Lega. Ribadendolo ancora oggi attraverso un comunicato.
CHIUDIAMOLO"Ha fatto bene l’assessore Navarro a sgomberare il centro – dichiara il consigliere di An Stefano Clerici – dobbiamo far capire a tutti gli stranieri presenti nella città giardino che siamo disponibili ad accogliere e ad aiutare solo chi dimostra di rispettare le nostre leggi e condividere i doveri di ogni cittadino». Il riferimento è alle cause di inagibilità del centro di via Pola, all’origine del trasloco dei rifugiati, dovute alla rottura delle caldaia da parte degli ospiti. «Auspico da parte del Pdl una riflessione sull’opportunità di tenere in
piedi una struttura che potrebbe essere utilizzata diversamente» aggiunge il consigliere Clerici. Ma l’appello all’altra metà del Pdl cadrà nel vuoto. I forzisti hanno già detto di essere favorevoli al mantenimento dei rifugiati. Ma il sindaco invoca la chiusura del centro per fare fronte alla crisi. «In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo – dice Fontana – con la crisi economica che attanaglia le famiglie e gli enti locali ridotti all’osso, dovremmo pensare di usare quella struttura per ospitare famiglie di italiani o anziani in situazioni disagiate».Marco Tavazzi
e.marletta
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