Il Renzi da battaglia divide il Pd

La senatrice D’Adda: «L’elettore non è razzista». Alfieri: «Noi salviamo le vite umane»

– Immigrazione, tra Renzi e Salvini è guerra di insulti: bestie contro vermi. Ma anche nel Pd arriva qualche tirata d’orecchi al passaggio forte, forse troppo, del premier. «Le parole sono pietre e vanno usate con la massima attenzione – spiega la senatrice della minoranza Pd – È vero che Salvini ha usato in maniera strumentale, da sciacallo, il tema dell’immigrazione, ma un’affermazione come quella di Renzi, non approfondita, ricorda la “differenza antropologica” di una certa vecchia sinistra. E non credo che il signor Giovanni e la signora Maria di Busto Arsizio, che magari

sull’immigrazione la pensano come Salvini, debbano sentirsi definiti “bestie”». D’Adda boccia la forzatura del premier: «Io non l’avrei detta in quel modo, ma avrei fatto una chiara distinzione tra i dirigenti politici che speculano sul tema e i loro eventuali e potenziali elettori che non comprendono certi passaggi. Sono persone che, magari in situazioni di difficoltà, vedono gli extracomunitari passare loro davanti nell’assistenza perché si continuano a tagliare i fondi agli enti locali, ma non vanno fatti passare per razzisti. Anzi, dovremmo mobilitarci sul territorio per spiegare alla gente come vogliamo risolvere questi problemi».

Anche un deputato renziano come , che era presente a Porta Venezia, ammette che quello di Renzi «è stato un passaggio molto forte, con un linguaggio un po’ leghista. Ma era per dare l’idea della drammaticità e dell’urgenza di una situazione in cui siamo chiamati a rispondere con umanità e con l’accoglienza, che è una tradizione lombarda, altro che buonismo».
D’altra parte Senaldi spiega: «Personalmente non sarei stato così violento, ma il premier voleva dare un segnale di rottura. E poi Salvini nella sua altrettanto dura replica ha fatto nomi e cognomi».
Il segretario regionale , che ha introdotto l’intervento del premier dal palco di Porta Venezia, difende a spada tratta la linea del leader Renzi: «Se se l’è presa per quella frase, forse Salvini ha la coda di paglia, o probabilmente ha solo voglia di fare polemica come sempre. Perché Renzi ha detto una cosa semplice, ovvero che di fronte ad un’immagine come quella del piccolo Aylan, non c’è altra risposta da dare se non che noi le vite umane le salviamo e non le lasciamo annegare».
Alfieri sottolinea che «Renzi si riferiva ad un fenomeno globale, che riguarda tutti, una scelta di campo culturale, che ha a che fare con i nostri principi fondanti. Pur nella consapevolezza che si debbano rafforzare le commissioni territoriali per giudicare lo status dei migranti, che si debba agire con la cooperazione internazionale e che si debbano distribuire i rifugiati in Europa, non si può venir meno ad un principio di umanità».

Anche oltre la diatriba sull’asse Pd-Lega, arrivano strali nei confronti del premier Renzi da parte del sindaco di Busto Arsizio, . «Mi guardo bene prima di definire qualcuno “bestia”, ma se questo fosse il metro di giudizio, chi è stato silente, inerte e inefficace in questi mesi nella gestione dell’accoglienza, lasciando solo Alfano a prendere scelte sbagliate, rischierebbe di essere lui stesso a capo di questa fattoria di animali».
“Bestia” anche Renzi? Per il forzista Farioli «governare non significa fare propagandistiche divisioni tra estremi e malinterpretate logiche di accoglienza non gestita e non governata, vera anticamera del razzismo e del disordine sociale, ma porre in essere autorevoli politiche di immigrazione che tengano conto della limitatezza delle risorse, dei confini nazionali e di sostenibili politiche di solidarietà, altrimenti sono solo vuote e inutili prediche».