Ventisei anni e un brillante futuro davanti. Luca Sandri aveva ancora una vita intera da passare in compagnia degli affetti, amici e parenti. Invece il destino ha voluto diversamente.
Quella che si è consumata ieri pomeriggio alla Pro.Bio.Sint. di via Valverde è una doppia tragedia. Perché una vita si è spenta e perché quella vita era di un giovane di appena ventisei anni.
Un ragazzo con la testa sulle spalle, che dopo aver concluso il suo percorso di studi aveva cominciato subito a lavorare. Proprio i suoi ex compagni di Liceo, ne conservano un ricordo speciale.
«Era ben voluto da tutti – dicono e che con Luca hanno frequentato l’Ipsia di Varese – Un tipo solare, non lo abbiamo mai visto trite o arrabbiato. Era proprio un bravo ragazzo».
E che Luca fosse un ragazzo speciale lo si nota anche dalle sue attività online: pochi amici e pochi post. Viveva immerso nella realtà, a differenza di molti suoi coetanei che in rete passano la maggior parte del tempo, regalando spaccati di quotidianità, anche troppi. Lui la vita se la godeva in pieno e con lo stesso entusiasmo e la stessa grinta affrontava il suo lavoro
Era impiegato dal 2008 alla Pro.Bio.Sint. di Masnago, azienda farmaceutica facente capo al gruppo lodigiano Euticals. Luca era un tecnico chimico biologico, benvoluto da tutti i colleghi, che ieri pomeriggio hanno assistito passivi alla tragedia che si stava consumando.
Sono stati loro i primi a soccorrerlo, dopo che un tubo, sganciatosi da un raccordo, lo ha colpito violentemente al volto sprigionando alcuni gas che conteneva. Purtroppo nulla hanno potuto fare, se non assistere passivi mentre una giovane vita si spegneva. Troppo scossi per parlare, i colleghi hanno preferito restare in silenzio finché non stati compiuti tutti gli accertamenti e la salma del povero Luca non è stata trasportata all’obitorio dell’Ospedale di Circolo di Varese. Lì lo hanno raggiunto i genitori. Anche in azienda nessuno commenta: «è un momento difficile, dobbiamo ancora renderci conto di quanto di è successo».
Quello di Luca Sandri è un dramma che ha sconvolto tutti, anche la comunità di Induno Olona dove il ragazzo viveva insieme ai genitori e alla sorella Roberta, di appena quattro anni più giovane. E proprio la sorella ha scritto su Facebook il ricordo più straziante: «Ti amo, anche se non te l’ho mai detto».













