A una settimana dall’attivazione del nuovo maxi sconto sulla benzina, passato da 20 a 35 centesimi per i comuni di prima fascia e da 10 a 27 per i Comuni di seconda fascia, la corsa all’ora nero non è ancora partita.
«È ancora troppo presto per fare un bilancio – spiega , presidente Faib – ma al momento non abbiamo registrato un aumento della portata di lavoro».
La carta sconto ha così equiparato il prezzo della benzina nelle aree di confine con quello svizzero. Il tentativo è di dare una boccata d’ossigeno ai gestori delle pompe, sottraendo i volumi di vendita ai colleghi elvetici dopo decenni di “pendolarismo del pieno”.
Ma, al momento, i benzinai non stanno ancora raccogliendo i frutti del nuovo super sconto promosso da Regione Lombardia. «La gente ancora non sa dell’aumento dello sconto – continua Longo – Lo stanno scoprendo da noi benzinai quando vengono a rifornirsi. Perché chi è al corrente di questa nuova scontistica e va ancora in Svizzera a fare il pieno significa che fa male i propri conti».
La conferma che il nuovo sconto benzina sta facendo cilecca arriva anche dai gestori delle pompe di Varese. «Al momento al distributore non abbiamo registrato alcun effetto positivo dalla revisione al rialzo dello sconto – spiega, gestore della pompa Eni in viale Borri – Sono ancora pochi i clienti che arrivano a far benzina e affermano di aver riesumato la Carta sconto e di aver rinunciato all’esodo verso la Svizzera. Colpa anche della promozione lanciata da Esselunga che fino al 13 ottobre, sempre che non decidano di estenderla, prevede super sconti sul carburante ai distributori Q8».
Le cose non vanno meglio nelle pompe di benzina distribuite sulla provinciale del lago dove, nonostante non siano soggetti alla concorrenza del marchio Q8, non segnalano alcun incremento di fatturato o di carburante erogato.
Questo tentativo di rilancio del settore lungo il confine Svizzero da parte di Regione Lombardia è garantito solo sino alla fine dell’anno.
«Se la Regione intenda o meno proseguire nel mantenimento di questi sconti anche per il prossimo anno ancora non si sa – precisa , referente provinciale Figisc – Di certo, tre mesi non bastano per salvare le sorti dei gestori di confine. Fino ad ora sono sopravvissuti solo coloro che avevano le spalle robuste. Questi tre mesi di “super sconto” non basteranno a salvare chi oggi è a rischio chiusura». Insomma, sia le associazioni di categoria, sia i gestori stessi, ammettono che per salvare le sorti del settore serva continuità d’intenti.
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