Per circa 800 famiglie è in arrivo il “buono famiglia”, un contributo regionale di 1500 euro da riscuotere in tre tranche da 500 euro a partire da marzo. Per Varese, la Regione, su un totale di 20milioni, ha stanziato 1 milione e 800 mila euro.
Una cifra che, a detta di Lucas Maria Gutierrez, direttore sociale dell’Asl, dovrebbe bastare per coprire le esigenze della nostra provincia, dove si stima che le famiglie numerose in difficoltà siano una su quattro. «Una misura che nasce per rispondere ai problemi concreti delle persone in questo periodo di crisi» ha affermato Pierluigi Zeli, direttore dell’Asl, l’ente incaricato di raccogliere le domande e verificare i criteri degli aventi diritto.
Per richiedere il buono bisogna avere tre figli minorenni, compresi i minori in affido familiare, di cui almeno uno in età 0-6 anni. Le famiglie “regolari”, formatesi a seguito di un matrimonio, sono le prime destinatarie del sussidio stanziato nell’ambito delle politiche regionali per la famiglia, ma il buono può essere richiesto anche da un solo genitore purché con figli a carico.
«Non saremo categorici, anche i conviventi possono presentare la domanda e noi la valuteremo» assicura Ester Poncato, direttore del dipartimento sviluppo e sussidiarietà. L’Asl lavorerà in sinergia con gli assistenti sociali e con le associazioni di volontariato. Anche gli immigrati possono beneficiare del buono, a patto che siano comunitari iscritti all’anagrafe o abbiano la carta di soggiorno o il permesso di soggiorno Ce di lungo periodo.
«Stimiamo che una buona percentuale dei richiedenti sia extracomunitaria» conferma Ester Poncato. I sussidi vengono distribuiti sulla base di una graduatoria (che sarà disponibile il 16 marzo), privilegiando i casi di maggior bisogno. Per avere diritto al buono, l’indicatore della situazione di reddito (Isr) non deve superare i 10 mila euro. Una situazione che si verifica quando entrambi i genitori lavoratori dichiarano un reddito annuale inferiore ai 30.500 euro.
Alla documentazione bisogna allegare il canone annuale di locazione dell’abitazione di residenza e l’eventuale presenza di persone con handicap. «Essere proprietari di un immobile fa salire l’indicatore» ha detto Lucas Maria Gutierrez. Il pericolo dunque è che si verifichino gli stessi paradossi della “social card”, negata a persone bisognose perché proprietarie di un garage o di uno scantinato. L’erogazione avverrà ogni quattro mesi, tramite accredito su conto corrente o vaglia postale. I soldi possono essere spesi in qualsiasi modo, senza vincoli.
Coloro che vogliono ricevere informazioni e aiuto nella compilazione dei moduli, dal 9 febbraio al 13 marzo, possono rivolgersi ai consultori familiari del proprio distretto socio sanitario di residenza, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle ore 14 alle 17 e il venerdì dalle ore 9 alle 12.30. Dal 16 febbraio al 13 marzo è possibile presentare la domanda allo sportello attivato dall’ Asl in via Rossi, al padiglione Monteggia, aperto con orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 9 alle17 e il sabato dalle 9 alle 14. Ulteriori informazioni al numero 0332/277720.
f.tonghini
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