Oltre la metà dei viaggiatori varesini parte in vacanza, un buon 15% per lavoro e poi per missioni umanitarie (13%) o per visite ai familiari (13%). Quale che sia lo scopo, per viaggiare sicuri alcune vaccinazioni sono fondamentali, ma non bastano.
Bisogna infatti essere innanzi tutto ben informati, e il servizio di Counseling offerto dall’Asl di Varese serve proprio a godersi al meglio le vacanze, evitando brutte sorprese.
Con l’inizio della stagione estiva il direttore sanitario dell’Asl di Varese ha voluto rilanciare il servizio rivolto ai viaggiatori svolto dagli centri di Medicina dei viaggi, sparsi su tutto il territorio provinciale. Un servizio che va al di là delle semplici vaccinazioni del caso, ma si configura come una vera e propria attività di counseling che per ciascun utente prende in esame oltre alla meta di destinazione anche tutto l’itinerario, il tipo di spostamenti, le condizioni igieniche, ambientali e politiche dei luoghi toccati e, soprattutto le caratteristiche individuali della persona in partenza e del gruppo familiare che eventualmente lo accompagna.
«Sempre più spesso a viaggiare anche dall’altra parte del mondo sono persone particolarmente delicate come anziani, bambini molto piccoli, disabili o comunque con patologie croniche – spiega , responsabile del dipartimento prevenzione dell’Asl – Per ciascuno ci sono dei rischi peculiari da valutare e delle precise precauzioni da attuare per poter godersi la vacanza senza spiacevoli inconvenienti.
Perché il counseling sia efficace bisogna rivolgersi all’Asl con un mese di anticipo, soprattutto se la meta di destinazione è uno dei paesi in cui è endemica la febbre gialla (Africa e Sud America): «Molti di questi paesi infatti bloccano in aeroporto le persone che non sono in possesso del cosiddetto libretto giallo che assicura come la vaccinazione contro questa patologia sia avvenuta almeno due settimane prima» aggiunge la dottoressa , precisando che si tratta di un documento specifico che solo cinque centri Asl di Varese possono rilasciare.
Ci sono poi tutta una serie di vaccini contro malattie che si trasmettono con gli alimenti, come il colera o l’epatite A (una quindicina ogni anno i nuovi casi a Varese che colpiscono soprattutto i bambini) e poliomelite (quasi eradicata se non fosse per i nuovi focolai in Siria, Pakistan e Afghanistan). Oppure contro patologie portate da zecche e zanzare, o dall’ambiente come rabbia, tetano e memeningite. La malaria richiede chemioporofilassi, ma per evitare altre patologie si possono solo adottare precauzioni: è il caso della classica dissenteria del viaggiatore o peggio della Chikungunya e di Dengue (le così dette spacca ossa) o della “nuova Sars”: la Mers Cov, infezione respiratoria mai diagnosticata prima con focolai in Medio Oriente, Arabia e Corea.
Per evitare tutto questo oltre all’attività di counceling, l’Asl ha preparato il vademecum “viaggiare sicuri” e invita tutti a comunicare tempestivamente ogni sintomo che dovesse manifestarsi al rientro da un viaggio all’estero.













