Le squadre antidegrado entreranno presto in azione. Per monitorare e sistemare le aree più problematiche della Città Giardino.
Il progetto dell’amministrazione comunale, lanciato subito dopo l’insediamento, verrà messo a punto proprio in questi giorni. E servirà per porre un argine al dilagare delle situazioni critiche sul territorio cittadino.
Il piano sta venendo messo a punto dal vicesindaco Daniele Zanzi. «Le squadre saranno formate grazie alle risorse interne al Comune – spiega Zanzi – abbiamo infatti del personale, in forza ad alcuni uffici comunali, che potrà andare a costituire questi gruppi che saranno impiegati sul territorio. Gli uffici in questione sono quelli del verde, delle strade e l’ufficio geologi, per citarne alcuni. Figure professionali che hanno le competenze per intervenire nelle aree degradate e di conseguenza l’adeguata preparazione per ripristinare lo stato di decoro necessario».
In questa operazione saranno coinvolti anche lavoratori socialmente utili, naturalmente.
L’obiettivo è quello «di intervenire nei quartieri prima ancora che arrivino le segnalazioni da parte dei cittadini. In questa fase di inizio del mandato, infatti, ci stiamo muovendo sulla base delle chiamate dei residenti dei rioni di Varese, che ci segnalano le cose che non vanno e i punti critici dove bisogna ripristinare una situazione di decoro. Ma l’istituzione di queste squadre avrà lo scopo di prevenire le segnalazioni, in modo che il Comune sappia già, attraverso sopralluoghi costanti, dove sia necessario intervenire. L’ideale sarà utilizzare una o due squadre in contemporanea, che girino tutta la città. E ogni quartiere dovrà essere controllato almeno una volta ogni tre settimane».
Questo insomma l’obiettivo che l’amministrazione si pone per riuscire a risollevare il livello di pulizia e di qualità urbana della città. «Dobbiamo infatti essere in grado di agire – continua Zanzi – e di ripristinare la situazione di decoro nelle aree più degradate. Ci sono fin troppi esempi in città, anche vicino al centro, di architetture che si sono sovrapposte senza regole e creando una situazione di scarsa qualità estetica. Penso ad esempio a piazza della Motta, area storica e centralissima, dove l’arredo urbano ha visto negli anni una serie di brutture, come l’installazione di piloni e di cartellonistica inutilizzata. Lo stesso vale per molte altre aree, dove la presenza di cartelloni luminosi rimasti inattivi, spazi per pubblicità mai utilizzati e, per finire, cabine telefoniche non rimosse e lasciate in condizioni penose contribuisce a creare un forte senso di degrado».
Quindi la battaglia contro il dilagare del degrado non si limiterà a situazioni d’emergenza, ma vedrà anche l’impegno a “ridisegnare” le aree della città, per renderle esteticamente più gradevoli.
«Anche alcuni archetti salvapedoni sono stati realizzati, vicino alle stazioni, non con la finalità della sicurezza stradale, ma solo con lo scopo di affiggere pubblicità. Per non parlare dei cartelloni segnaletici, che sono stati messi in maniera imprecisa e non sono di aiuto per indicare le giuste direzioni».













