«Insegnagli a pescare e lo nutrirai per la vita»

Il nostro Francesco Caielli commenta uno degli orgogli varesini: l’Emporio della Solidarietà

– Ecco un’altra di quelle cose di cui noi varesini dovremmo andare orgogliosi. Un’altra di quelle cose delle quali bisognerebbe parlare di più, invece di nasconderle. L’Emporio della Solidarietà è un piccolo grande miracolo, esempio del modo più giusto di aiutare chi ha bisogno. Semplicemente perché ha capito qual è la strada da imboccare: non quella dell’assistenzialismo (che annulla l’orgoglio e tarpa la voglia di reagire) ma quella dell’affiancamento. Confucio un giorno disse “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno, insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”. E secondo noi qui c’è tutto il senso dell’iniziativa presentata ieri, seconda realtà del genere in tutta la diocesi di Milano. Dare una mano

a chi chiede aiuto è il potere più bello che ci sia stato dato, ma nasconde un rischio: la carità cieca non risolve i problemi. L’aiuto consapevole, sì. Ecco perché nell’Emporio della Solidarietà non si “dà” tanto per dare e pulirsi la coscienza, ma si aiuta. Regalando la spesa, certo, ma anche prendendo per mano le persone bisognose accompagnandole verso un futuro in cui non avranno più bisogno di chiedere. Rispondendo a un bisogno reale e concreto, certo, ma anche insegnando a dare una scala di priorità alle proprie necessità e ai propri acquisti.Succede a Varese, in quella fucina di bellezza che è la parrocchia della Brunella. E a noi, oggi, pare di vivere nella città più bella del mondo.