«Io cinese di Busto Arsizio aiuto a riscoprire i giochi»

BUSTO ARSIZIO Nell’era dei videogiochi, di facebook  e dei social network, dove anche i passatempi sono sempre più virtuali,  Tian Fa Mun, bustocco di origini cinesi, lancia una sfida per riportare i ragazzi ad incontrarsi in spazi fisici e rapportarsi  con giochi veri. Con l’aiuto di altri bustocchi, una piccola task force impegnata nel recupero dei giochi antichi e sulla scia dei vecchi cortili.Il ventunenne, figlio di ristoratori cinesi,  nato e cresciuto in città, ha aperto un negozio di fumetti e manga giapponesi in pieno centro a Busto Arsizio dove si può giocare in libertà. Al civico 2 di via Massari (tra aveva  da poco chiuso una boutique di vestiti e Tian Fa Mun ha colto al balzo l’occasione per realizzare il suo sogno e fare della propria passione una professione. “Harajuku shop” non è una semplice rivendita di libri, è piuttosto «un

luogo di aggregazione», ci spiega il giovane proprietario. Dalla vetrina si vedono lunghi tavoli bianchi sui quali campeggiano strani personaggi in miniatura: sono i guerrieri di “warhammer” un appassionante gioco di battaglie fantasy che apre a  mondi sconosciuti e  scatena la fantasia di chi ci si avvicina. Harajuku Shop è l’unico negozio nel suo genere presente in provincia di Varese e nell’Alto Milanese, spiegano: «Un tempo i bambini giocavano nei cortili – spiega Tian Fa Mun – adesso ci si chiude in casa a giocare ai video giochi, sul computer: non serve entrare  in diretto contatto con l’altra persona. Qui, non è così». Ma non sono solo  i bambini ad appassionarsi al  mondo fantasy, va precisato: «Proprio nei giorni scorsi è arrivato a giocare un professore universitario, insegna biologia alla Statale di Milano ed è vegetariano». Valeria Arinil’articolo completo sull’edizione di oggi

m.lualdi

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