Volevamo una lista di candidati ideali per palazzo Estense e l’abbiamo chiesta a , nostro editorialista e vecchia volpe del giornalismo, dalla cui bocca, alla fine, siamo riusciti a strappare un solo nome. Nel frattempo sono partite anche le vostre primarie: aspettiamo i tagliandi con il nome del vostro sindaco.
Ci vogliono politici di mestiere. Un dentista è bravo a cavare i denti, un ingegnere a costruire i ponti e un buon amministratore – dunque non parlo solo del sindaco – deve avere la capacità di mettere d’accordo. Un politico non ha nemici ma avversari e il primo elemento del mio identikit riguarda proprio questa capacità, oltre all’esperienza in quello che è un vero mestiere.
Voi vi fareste operare da un medico che si è laureato da una settimana? L’esperienza è fondamentale nell’amministrazione pubblica. Chi non ce l’ha rischia figuracce: di dilettanti allo sbaraglio – non sto parlando solo del sindaco ma della amministrazione pubblica in generale – ne sono passati parecchi…
Ci vuole un progetto per la città e con il termine progetto non intendo il rifacimento di piazza Repubblica o l’innesto di alberi in via Sacco. Bisogna ripartire da Varese, capendo qual è adesso la sua vocazione e come si può fare a perseguirla e realizzarla.
Bisogna sapere dove si va. Se una guida in montagna non conosce la strada, porta chi lo segue in un burrone. E poi serve concretezza. Sono stufo di inaugurazioni di opere mai finite. Il prossimo sindaco mi auguro che tagli il nastro quando una casa è già in piedi. Basta con gli annunci: servono i fatti.
Vediamo un po’: ho detto politico di lungo corso, magari che conosca bene i palazzi romani, un personaggio in grado di sparigliare la monotonia varesina, prelevando consensi a destra a sinistra… Penso che possa essere Daniele Marantelli: se si candida il mio voto ce l’ha.













