Votate il sindaco con “La Provincia”

Solo quattro candidati sono usciti allo scoperto, ci pensa il nostro giornale a fare le primarie della gente. Da oggi inviateci il tagliando indicando il nome del vostro primo cittadino: i partiti vi ascolteranno?

Le primarie per il sindaco di Varese? Le facciamo noi. E scegliete voi, i nostri lettori.
Il conto alla rovescia per le amministrative 2016 ormai è iniziato: tra sei mesi saremo in piena campagna elettorale, ma ad oggi non è ancora chiaro quale sarà la sceneggiatura, e soprattutto quali saranno i protagonisti principali, della sfida per la successione di Attilio Fontana sulla poltrona più importante di Palazzo Estense. Da settimane, se non mesi, l’argomento è sulla bocca di tutti. Soprattutto nell’ambito del “ceto politico”, che prepara le strategie per condurre una campagna elettorale che si preannuncia incandescente.

Finora sono molti i nomi, più o meno importanti e conosciuti, che sono circolati nei corridoi dei palazzi, mentre sono pochi quelli che hanno deciso di metterci davvero la faccia, esponendo pubblicamente il desiderio di mettersi in gioco. L’architetto , candidato del Movimento Cinque Stelle, , portacolori di Fronte Nazionale d’Italia e Riva Destra, oltre ai sfidanti delle primarie del Partito Democratico, e . Gli altri aspiranti candidati sono ancora tutti ben coperti dietro ai tatticismi di partiti, movimenti e liste civiche. E allora ci siamo detti: ma perché le primarie per il sindaco di Varese non le facciamo noi?
Chiediamo ai nostri lettori di indicarci un nome, una figura rappresentativa che secondo loro possa essere adeguata per guidare la città da Palazzo Estense.
In fondo, in un’epoca di scarsa partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni e in cui la credibilità e l’autorevolezza dei partiti politici è scesa ai minimi termini, potrebbe essere un modo come un altro per tastare il polso del popolo varesino, per capire se in città ci sono delle figure, anche al di fuori della cerchia ristretta della classe politica, in grado di riscuotere, almeno potenzialmente, credibilità e consenso. Persone autorevoli, riconosciute, oneste, rispettate, competenti, popolari. Può essere un docente, un professionista, uno sportivo, un giornalista, un imprenditore, un commerciante, un sindacalista, una persona attiva nel mondo del volontariato, della cultura, delle parrocchie.

Chiunque può aspirare a fare il sindaco di Varese, purché sappia aggregare consenso, mediare tra le tante esigenze presenti in città ed indirizzare le scelte politiche per costruire la Città Giardino di domani.
Spremete le meningi e sbizzarritevi. Basta compilare il tagliando (originale, non si accettano fotocopie per non falsare la “competizione”) che troverete fino a fine mese sul nostro quotidiano e farcelo avere, inviandolo per posta o consegnandolo alla nostra redazione in via Marcobi (tutte le informazioni utili sono scritte qui sotto, sullo stesso tagliando). Fateci sapere chi è il vostro “sindaco ideale”. Poi vedremo l’effetto che fa.
Vedremo se i partiti sapranno ascoltare la voce della città, aprendosi ai suggerimenti che emergeranno. Potevamo chiamarle “primarie della gente” o “primarie della società civile”, se non fosse che quei termini sono così abusati da risultare a volte persino retorici. Saranno, molto più semplicemente, le primarie dei nostri lettori, che sono anche elettori o forse anche no, perché Varese è faro di tutto quel territorio provinciale sul quale il nostro giornale è diffuso. D’altra parte, chi “calpesta” i corridoi della politica si rende pienamente conto di come l’amministrazione della cosa pubblica sia diventata un’attività sempre meno attrattiva per le intelligenze e le forze migliori e più responsabili della nostra società.
Con la politica squalificata e l’inesorabile perdita di autonomia decisionale e di risorse che ha caratterizzato negli ultimi anni i Comuni, “chi me lo fa fare?” è la risposta più comune in cui ci si imbatte quando si prospetta l’ipotesi di diventare sindaco a qualche personaggio autorevole. Provate voi ad invogliarli con il vostro voto.