Roma, 10 mar. (Apcom) – Il viaggio del ministro degli Esteri
Franco Frattini in Iran è solo rinviato, non cancellato
dall’agenda. “Avevo detto qualche tempo fa entro fine marzo.
Marzo è appena cominciato” dichiara il capo della diplomazia, in
un’intervista al Riformista in edicola oggi.
“Le ragioni della mia visita a Teheran, che è stata soltanto
rinviata, sono tre. La prima è chiarire in modo diretto, al di là
dei contatti telefonici che ho già avuto con (il ministro degli
Esteri iraniano Manucher, ndr) Mottaki, le motivazioni
dell’impegno della comunità internazionale per stabilizzare
Afghanistan e Pakistan” spiega il titolare della Farnesina.
“La seconda – prosegue – è chiedere all’Iran cosa è disponibile a
fare per affrontare alcuni dei temi che riteniamo importanti, ad
esempio se sono interessati a un dialogo con le aree tribali al
confine. Dialogo che oggi è ufficialmente auspicato da Obama. Il
terzo motivo – aggiunge Frattini – sarà di chiedere piena
trasparenza sul dossier nucleare, nel rispetto delle regole
internazionali. Sul nucleare l’Europa ha delle opinioni condivise
dall`America e a cui l’Italia dà il suo pieno consenso”.
La visita di Frattini in Iran, quindi, si farà “certamente” prima
della riunione internazionale a Trieste su Afghanistan e
Pakistan, a margine della ministeriale G8 sotto la presidenza
italiana. “Non potevo andare a Teheran il giorno dopo accuse così
pesanti nei confronti del presidente Obama e di Israele”
riferisce il capo della diplomazia, “non avrei potuto trovarmi lì
con l’imbarazzo di una controconferenza che voleva demolire i
risultati di Sharm el Sheikh che l’Italia aveva co-sponsorizzato”.
Al giornalista che gli fa notare che il giorno stesso il
segretario di Stato americano Hillary Clinton ha invitato l’Iran
alla conferenza ‘operativa’ Onu-Nato che si terrà il 31 marzo, e
suggerisce la possibilità che la ‘troika’ incaricata dei
negoziati sul nucleare iraniano composta da Francia, Gran
Bretagna e Germania si sia messa di traverso, Frattini ribatte
secco: “La troika non so chi sia. Io parlo di Europa. E nessuno
dei colleghi europei ha avanzato alcun dubbio sull’impegno per
coinvolgere l’Iran”.
Spr
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