Roma, 15 feb. (Apcom) – Il governo israeliano è preoccupato per
il modo con cui la nuova amministrazione Usa del presidente
Barack Obama sta gestendo il delicato dossier nucleare iraniano.
Mentre l’amministrazione Obama ha nominato subito dopo il suo
insediamento gli inviati speciali per il Medio Oriente e
l’Afghanistan, per il dossier iraniano ancora non è stato fatto
alcun passo in questo senso. “Questo ritardo è molto
sconcertante”, ha detto ad Haaretz un funzionario israeliano.
I responsabili israeliani stanno per questo preparando un paper
sui rapporti tra Stati Uniti e Iran da presentare alla nuova
amministrazione Obama, riferisce Haaretz. Nel paper saranno
indicate una serie di riserve riguardo all’attuale azione da
parte della comunità internazionale nei confronti del programma
nucleare iraniano.
Il presidente Obama ha detto esplicitamente di essere disposto
ad avviare un dialogo con l’Iran per risolvere la crisi nucleare
in corso con Teheran. Secondo gli israeliani, se saranno avviati
dei colloqui, questi dovranno in ogni caso essere limitati a un
breve periodo di tempo, e non ci dovranno inoltre essere
esitazioni nell’imporre nuove e più dure sanzioni nei confronti
del regime iraniano se il negoziato fallirà.
Israele e altri Paesi europei sono comunque preoccupati per il
ritardo con cui l’amministrazione Obama si sta muovendo per
definire una sua linea politica nei confronti dell’Iran. Una
fonte di Gerusalemme ha riferito che nella riunione di due
settimane fa a Berlino dei rappresentanti del gruppo dei “5+1” (i
cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più
la Germania, che stanno conducendo i negoziati con Teheran sul
nucleare), i delegati europi sono rimasti “molto delusi” nel
sentire il sottosegretario di Stato americano William Burns
spiegare che ci vorranno un paio di mesi perchè la Casa Bianca
definisca una sua linea sul dossier iraniano.
La fonte israeliana ha riferito ancora che il rappresentante
francese ha suggerito che sia concessa una sola e unica
possibilità a Teheran per intavolare un colloquio con gli Stati
Uniti. E in ogni caso converrà aspettare l’esito delle elezioni
presidenziali iraniane, previste per il prossimo giugno. “Ha poco
senso sforzarsi di aprire un dialogo con il presidente
Ahmadinejad” prima delle elezioni, ha detto il rappresentante
francese, citato dalla fonte israeliana.
Plg
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