Baghdad, 5 feb. (Apcom) – Tre anni dopo il suo approdo al potere,
il premier sciita iracheno Nouri al Maliki sembra aver trovato la
legittimità popolare che fino ad ora gli era mancata, grazie alla
netta vittoria ottenuta dalle sue liste nelle elezioni
provinciali.
In base ai risultati provvisori infatti la “Coalizione per lo
Stato di diritto” si è infatti imposta nettamente a Baghdad (38%
dei voti, ma nessun altra lista ha superato il 10%) e in otto
delle nove province sciite nel sud del Paese, in particolare a
Bassora dove ha raccolto il 37% delle preferenze; solo la
provincia di Kerbala è finita nelle mani di un ex funzionario del
partito Baath.
Viceversa, il grande perdente delle elezioni è il Consiglio
Superiore Islamico iracheno di Abdel Aziz al Hakim, che dal 2003
controllava sia la capitale che sette provincie sciite; male
anche i seguaci del leader radicale Moqtada al Sadr, secondi a
Baghdad ma che perdono la provincia di Missan, l’unica che
controllavano.
Se il voto ha visto un calo degli elettori sciiti, delusi dal
malgoverno di molte amministrazioni locali, i sunniti invece si
sono recati per la prima volta in massa alle urne: nessuna
formazione è emersa come egemone, con il Fronte della Concordia,
principale partito sunnita in Parlamento, in testa nelle
provincie di Salaheddin e Diyala.
All’appello mancano le tre provincie curde e quella di Kirkuk
(ricac di risorse petrolifere, oggetto quindi di una profonda
arabizzazione da parte del regime di Saddam e ora contesa fra
curdi e sunniti), che dovranno esprimersi in un secondo momento.
Mgi
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