VARESE «La prima volta che i nostri vigili trovano in quel magazzino qualcuno che prega, chidiamo tutto» promette l’assessore leghista all’urbanistica, Fabio Binelli, contrario all’apertura di un nuovo centro culturale islamico al civico 42 di viale Valganna: «I luoghi di culto sono normati dalla legge regionale 12 del 2005 che prevede l’obbligatorietà di individuare appositi spazi per la loro realizzazione nell’ambito dei piani regolatori comunali». Ebbene, spiega, «i
Testimoni di Geova si sono attenuti a questa disposizione», ora «bisognerà vedere cosa faranno gli islamici». Il loro portavoce, Samir Baroudi, ha già categoricamente escluso l’ipotesi di trasformare il centro in moschea, ma la lega frena comunque: «Vigileremo prima e dopo l’apertura, i nostri vigili faranno controlli». Di certo, non è previsto un nuovo «caso via Giusti», «moschea aperta prima dell’entrata in vigore della legge regionale».
FIBRILLAZIONI
Ma se la Lega scalpita, Forza Italia è possibilista: «La moschea? Si può fare». A sorpresa queste parole arrivano dal numero uno degli azzurri in consiglio comunale. Sul caso del nuovo centro islamico, dunque, è già scontro politico. Ed è tutto interno alla maggioranza. Il capogruppo di Fi Roberto Puricelli non vede infatti nulla di male nell’apertura della nuova moschea. «Anzi – ribadisce – il fatto che aprano questi locali alla luce del sole, chiedendo tutti i permessi del caso, dimostra che non vogliono nascondere niente. L’importante è che non chiedano contributi pubblici».
Insomma, il partito di Berlusconi, che a Varese si contende la maggioranza relativa con la Lega, inaugura una nuova linea buonista. «Purtroppo l’islamismo è ormai una realtà assodata – prosegue Puricelli – è diffuso in modo capillare nel nostro Paese e non serve nascondere la testa sotto la terra come fanno gli struzzi. Ci dobbiamo confrontare con loro e non possiamo negare loro la libertà di culto, purché avvenga nel pieno rispetto delle nostre regole».
ALLARME NEL QUARTIERETanto basta per innescare la scintilla tra Fi e Lega. A rispondere alle considerazioni del capogruppo azzurro è il consigliere lumbard Emanuele Monti. «I musulmani, a differenza dei cristiani, sfruttano la loro religione per far proliferare organizzazioni politiche – sottolinea – e la politica per loro viene portata avanti talvolta con misure estreme. Forse Puricelli non si rende conto che qui non stiamo parlando di un piccolo centro di preghiera, ma di un grosso centro culturale (dove si fa più
politica che religione) a metà strada tra Lugano e Milano, dove gli islamici hanno forti interessi finanziari, per non parlare della vicinanza di Malpensa. I rischi sono troppo alti». E i lumbard dicono no con tutta la forza al nuovo centro. Al contrario di Alleanza Nazionale. «Non è facile bloccare una cosa del genere – spiega il consigliere Stefano Clerici – non credo si possa negare di aprire un centro culturale. Tuttavia bisogna stare attenti e seguire passo dopo passo tutte le procedure».
DECISIONI
«Decidano le commissioni»: è quanto auspica il capogruppo di Movimento Libero Alessio Nicoletti, che chiede di portare l’argomento in commissione. «La notizia è molto confusa e sta creando panico nel quartiere – dice – per cui la soluzione migliore è portare la discussione nelle commissioni, prima di prendere qualunque decisione. A questo proposito mi auguro che l’amministrazione non abbia rilasciato alcun permesso».
Marco Tavazzi
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