La Cimberio è dura a morire Ma il miracolo è solo sfiorato

SAKOTA 6
Tutto, e il contrario di tutto. Perché fa quelle cose che pensavamo non fosse capace di fare (pigliare rimbalzi, fare a cazzotti, difendere), ma non fa quello che credevamo fosse il suo mestiere.
Perché quei due tiri da tre punti rifiutati (uno dei due con conseguente palla persa) non sono cosa sua.

RUSH 6,5
Per quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo dei cambi, la partita di ieri è grasso che cola.
Perché segna, prende rimbalzi (7), fa fallo quando deve farlo, ha il coraggio di sfidare avversari sulla carta più forti di lui.
Certo, non gli si può chiedere di fare allo stesso tempo il Banks e l’Ere: altrimenti, non sarebbe qui.

TALTS 5
Siamo sinceri? Siamo sinceri: ci saremmo aspettati qualche minuto in più per il buon Janar, in una partita nella quale c’era da tirare qualche sana legnata per far vedere qualche stella al polaccone.
Gioca poco, e non incide.

DE NICOLAO 7,5
Tutto benissimo, perché è l’anima della rimonta biancorossa e tiene viva la partita fino alla fine. Poi, nel finale punto a punto la storia dice che sbaglia le due cose decisive: ma non è colpa sua. Non avrebbe dovuto essere lui l’uomo da cercare per l’ultimo tiro (c’era Polonara marcato da uno più piccolo di lui), e sulla rimessa a sei secondi dalla fine i suoi compagni giocano alle belle statuine.

GREEN 7,5
Si è preso la squadra sulle spalle e l’ha portata a giocarsela fino alla fine, con gli avversari che riescono a fermarlo soltanto mandandolo in lunetta. Sta in campo quaranta minuti perché non c’è nessuno che può dargli un po’ di fiato, e allora gli perdoniamo qualche passaggio a vuoto. E’ un uomo anche lui.

POLONARA 4
La partita più brutta da quando si è vestito di biancorosso: finisce dopo una manciata di minuti, quando sbaglia una schiacciata ed esce dalla sfida.
Viene battuto da Rosselli in tre occasioni, e nell’azione decisiva Green gli affida il pallone ma lui preferisce scaricare a De Nicolao che deve forzare da tre.

DUNSTON 6,5
Chi legge le sue statistiche si aspetterebbe un voto più alto: perché Bryant ha fatto canestro, preso rimbalzi e subito un sacco di falli. Però, ci sono un paio di però: che sono grandi come una casa. Perché il suo dirimpettaio Szewczyk riesce a tirare fuori una partita indimenticabile, e perché c’è quello 0 su 2 nei tiri liberi che alla fine pesa come un macigno sulla partita.

Francesco Caielli

a.confalonieri

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