La Cina vuole investire sul nostro sport

Oggi l’incontro tra il vicesindaco e i vertici della Vanke, il colosso immobiliare del Sol Levante. Il numero uno Wang Shi ama il canottaggio e pensa a un hub tra lago, volo a vela e... il nuovo stadio?

Oggi è una giornata importantissima per la nostra città. Il vicesindaco e l’assessore all’urbanistica , alle 9.30, hanno incontrato in Comune i dirigenti della Vanke, ovvero il principale immobiliarista dell’intera Cina. Obiettivo: capire se il Comune e questa realtà possono collaborare per far diventare Varese un «polo verde dello sport». Il che vuol dire catalizzare investimenti sui nostri impianti sportivi.
Il patron della Vanke è che, oltre a esserne il fondatore, è il presidente della federazione asiatica del canottaggio. È un grande appassionato di questo sport. È venuto a Varese un mese fa per assistere ai mondiali di canottaggio e in quell’occasione ha parlato con il sindaco .

Shi ha confidato al nostro sindaco che la location del lago di Varese gli piace molto. E si è detto interessato a organizzarvi eventi di canottaggio della nazionale cinese. Ha buttato lì anche l’idea di realizzare un, un progetto sulla falsa riga di quello degli Australiani a Gavirate. Ma non solo. Shi ha anche lasciato intendere che gli piacerebbe fare di più per Varese, come città dello sport. Tanto da definirla un «hub dello sport» e «un polo verde», dove la città con il suo tessuto produttivo e l’ambiente si compenetrano. Dal lago di Varese, che è stato un amore a prima vista, gli imprenditori cinesi hanno già allargato i propri orizzonti. Dal canottaggio si sono interessati alla ciclabile, poi al volo a vela, hanno chiesto se c’è la possibilità di praticare equitazione e trekking, facendo intendere che a Varese vedono le basi di un vero e proprio piano di sviluppo.
I rapporti tra questi importanti imprenditori cinesi e il Comune sono stati tenuti dall’associazione Lombardia Cina, di cui è presidente . L’associazione ha proprio l’obiettivo di costruire i rapporti con la Cina, senza alcun ritorno economico. «È una grande opportunità l’interesse manifestato da questa importante realtà imprenditoriale cinese. La loro sarebbe una presenza non invasiva, rispettosa delle autonomie locali – spiega Max Ferrari – Per noi ciò significa un grande aiuto, un atto di fiducia economico finanziario per il rilancio della città. Vedo note positive e nulla di negativo».
E ancora: «Si tratta di potenziali investimenti milionari che rilancerebbero lo sport, l’immagine della città e il turismo. Stiamo parlando di imprenditori che investono senza chiedere nulla in cambio, se non la possibilità di usufruire degli impianti sportivi».

In sintesi: «Si tratta di ripetere l’esperienza positiva avuta con gli Australiani. Con la differenza che, mentre gli Australiani si limitavano allo sport, i Cinesi vedono Varese come polo dello sport inserito in un tessuto industriale rispettoso dell’ambiente. Hanno capito lo spirito della città». «Non si può vendere la pelle prima di aver preso l’orso, ma mi piacerebbe davvero tanto se si riuscisse a collaborare» afferma il sindaco , raggiunto al telefono mentre si trova all’estero. Teniamo le dita incrociate, perché se le cose vanno bene potrebbero esserci prospettive anche per lo stadio. Il condizionale è d’obbligo, ma sognare in grande è doveroso.