La crisi avanza nel VaresottoBTicino in cassa, chiude la Piaggio

La crisi avanza nel VaresottoBTicino in cassa, chiude la Piaggio

VARESE Cassa integrazione per oltre 1500 lavoratori degli stabilimenti BTicino in provincia di Varese, oltre che per quelli di Azzano e Milano. È la richiesta della società leader mondiale nella produzione di apparecchiature elettriche per far fronte alla riduzione degli ordini, presentata il 3 marzo scorso in un incontro con le organizzazioni sindacali presso la sede di Varese. Mentre la Piaggio ha annunciato la chiusura della fabbrica di Ternate con la mobilità per 33 dipendenti.

Il calo di lavoro
Dopo la Whirlpool e la Lindt, l’ennesima grande azienda di Varese annuncia il ricorso alla cassa integrazione. L’andamento degli ordini alla BTicino, negli ultimi mesi ha mostrato un ulteriore peggioramento, con una contrazione delle commesse sia italiane che estere per gli stabilimenti di Varese, Bodio, Tradate, Erba, Azzano (Bg) e Spinetta (Al).
«La flessione già registrata nella seconda metà dell’anno scorso si è fatta fino ad oggi via via più seria – spiegano le Rsu di Fiom e Fim, che hanno partecipato all’incontro con la società e si rincontreranno il 10 marzo – Il costo di questa situazione è già gravato pesantemente sui lavoratori con contratto di somministrazione, che in più di 150 fino ad ora hanno perso il posto di lavoro. L’azienda ha abbandonato lo strumento della pianificazione delle ferie utilizzato nei mesi scorsi per procedere all’utilizzo della cassa integrazione guadagni ordinaria».

riduzione orariaÉ stata richiesta la cassa integrazione di tredici settimane a riduzione oraria (24 ore in meno a settimana) per tutti i 1151 dipendenti di Varese, i 216 di Tradate e i 200 di Bodio, oltre che per i lavoratori dello stabilimento di Azzano e di Milano, mentre a Torre Del Greco (Na) è già cominciata e ad Erba e Spinetta proseguirà la pianificazione delle ferie. «In pratica – spiega il responsabile Rsu per la Fiom Aldo Cosenza – negli stabilimenti varesini a marzo e poi anche ad aprile, si prevede una settimana con due giorni di lavoro e tre di cassa integrazione. Le altre

undici settimane a riduzione oraria previste saranno poi valutate in seguito. Tutto sommato, un ricorso limitato rispetto ad altre realtà, ma inevitabile per il rallentamento al settore edile a cui l’azienda è fortemente legata». «La crisi che ha ormai toccato tutti i settori non risparmia la Bticino – commentano infatti le Rsu di Fiom e Fim Varese – Dopo anni di crescita di fatturati e di occupazione, oggi ci troviamo ad affrontare una fase negativa. C’è da augurarsi che sia un periodo breve e che l’impatto per i lavoratori rimanga contenuto anche se basta guardarsi intorno per avere la certezza che la speranza non basta».

TUTTO A CATENA
Insomma, una crisi che non risparmia neppure chi ha sempre guardato al futuro e, nonostante le difficoltà, continua a farlo. E chiude un’altra realtà industriale attiva della ricerca e sviluppo in provincia: la Piaggio, infatti, ha recentemente annunciato la chiusura dello stabilimento di Ternate, con la conseguente mobilità per 33 lavoratori: i sindacati hanno proposto misure alternative, come il ricollocamento, il trasferimento o la cassa integrazione straordinaria, che saranno discusse in un prossima incontro in programma il 16 marzo.
Piero Orlando

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google