– Frode fiscale da 63 milioni di euro e una presunta associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale tramite l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 250mila euro, ma per i difensori è stato violato il diritto alla difesa. Udienza con colpo di scena davanti al gup di Milano per l’ex presidente del Varese 1910 , l’ex calciatore e l’ex amministratore delegato del Varese 1910 , arrestati nell’ottobre 2014.
, difensore di Rosati, ha sollevato un’eccezione alla quale si sono associati tutti i legali degli altri otto indagati. «Abbiamo chiesto l’esclusione dal procedimento di molta parte dei faldoni di indagine – spiega Almirante – Parte degli atti ci sono stati consegnati in ritardo, non abbiamo quindi potuto studiarli prima dell’udienza preliminare. E a tutt’oggi un’altra parte degli stessi atti non ci è ancora stata consegnata.È una difesa alla cieca, quanto meno menomata, quella che abbiamo dovuto impostare. E questo non è ammissibile».Amirante ha chiesto l’esclusione dal procedimento di atti estremamente rilevanti: in particolare intercettazioni e e mail. Senza quella documentazione l’accusa è parecchio spuntata.
Bruno Limido, che nei confronti di Rosati considerato il deus ex machina della vicenda ha una posizione molto sfumata, potrebbe decidere di non patteggiare qualora l’eccezione fosse accolta. Limido, attraverso il suo legale, aveva dichiarato nelle scorse settimane di aver preso in considerazione il patteggiamento. Le accuse a suo carico si basano però nella maggior parte su intercettazioni e e mail, che, qualora venissero escluse dal procedimento, farebbero praticamente
cadere le accuse a suo carico nella quasi totalità. «E non si parli di cavillo – dice Amirante – Qui si tratta di rispetto della legge. È la norma che prevede che gli atti d’indagine, nella loro interezza, vengano consegnati al difensore nel momento in cui viene depositato l’avviso di conclusione indagini. Qui si tratta di garantire all’indagato il giusto diritto alla difesa, che deve essere garantito a ciascun cittadino».
La situazione, qualora il gup accogliesse l’eccezione, cambierebbe per tutti gli indagati. Per Rosati, ad esempio. «L’accusa di associazione a delinquere potrebbe cadere – spiega Amirante – resterebbero a questo punto i reati fiscali». E molti altri indagati potrebbero cambiare la loro linea processuale non chiedendo di essere ammessi al rito abbreviato. Il pm ieri non ha replicato all’eccezione sollevata da Amirante. Lo farà nella prossima udienza e il gup dovrà a quel punto decidere se accogliere o meno un’eccezione che potrebbe menomare l’intero procedimento. «Noi siamo pronti ad affrontare il dibattimento – conclude Amirante – Dubito che dopo sei mesi di custodia cautelare possa essere accolta la nostra richiesta di proscioglimento. Ma siamo convinti di avere argomentazioni per chiarire la nostra posizione».
Per gli inquirenti i sodali avrebbero messo in piedi un «articolato sistema di frode fiscale» nei settori della logistica, facchinaggio, trasporto su strada e servizi alle imprese con la centro una serie di cooperative. I sindacati di base stanno raccogliendo adesioni da parte dei lavoratori delle stesse cooperative, viene infatti anche contestata la violazione della legge Biagi. A processo potrebbero costituirsi quindi sino a quattrocento parti civili. Si torna in aula il 17 febbraio. In quell’occasione il gup scioglierà la riserva e sarà chiaro se il procedimento ne uscirà mutilato o meno.













