La fortuna trova casa al bar Alfredo

Lo storico locale di Avigno baciato dalla dea bendata: nel mese di gennaio vincite per 30 mila euro. Ma i titolari avvertono: «Puntare sul gioco? Meglio aiutare un anziano a ricaricare il cellulare»

– Un gennaio baciato dalla dea bendata, ma a vincere non sono gli abitanti del rione. Al bar Alfredo di via Oriani 91 non è passato un giorno che un cliente non ordinasse da bere all’improvviso, per festeggiare una vincita al gratta e vinci.
In totale, a gennaio, i tagliandi hanno regalato a chi è passato per il rione 30 mila euro.

La maggior parte di quei soldi è arrivata con il Maxi Miliardario da 20 euro e con i Fantastici Mille da 20 euro. E poi, ancora, il Miliardario e il Mega Miliardario. «L’ultima vincita è avvenuta proprio venerdì scorso, quando una persona di passaggio ha comprato un Maxi Miliardario da 20 euro e ha vinto mille euro» spiega , che è il nipote dello storico che ha dato il nome al bar tabaccheria di Avigno.
In tre generazioni dietro al bancone era già capitato che la fortuna si fermasse in quel locale. «Alcuni anni fa ci fu una vincita da 10 mila euro, tutte in un colpo. E allora si che si è festeggiato, perché la prima cosa che accade a chi vince è provare una contagiosa allegria» continua Marco. Che a dirla tutta si è un po’ stupito per l’andamento fortunato che il locale ha avuto nel mese passato: «Ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che il numero di vittorie è dovuta proprio al numero di giocatori. Più si gioca e più si vince».

Il rovescio della medaglia, purtroppo, è che sono ben pochi gli abitanti di Avigno che si stanno strofinando le mani con soddisfazione. La dea bendata ha infatti privilegiato le persone di passaggio, che hanno accostato l’auto vicino al bar tabaccheria, comprato il biglietto magico, e sono tornate da dove erano venute, con il portafoglio più pieno e un sorriso più grande dipinto sul volto. «La maggior parte dei vincitori –

conferma Marco – arriva da fuori, abbiamo sì della clientela habitué, ma anche tanti visi nuovi che tornano ogni tanto, quando sono di strada». Il ritratto del giocatore tipo? «Un uomo sui cinquant’anni di età e di poche parole». Nessuno, infatti, avrebbe rivelato ai baristi cosa avesse intenzione di fare con i soldi della vincita. Probabilmente i più, una volta pagate le bollette, troveranno il margine per concedersi qualche sfizio.

Ma attenzione, se si vuol giocare, bisogna farlo con la testa. Salvo casi più unici che rari, il gioco non può cambiare il tenore di vita. Anzi, sono molto più numerosi i casi di persone che, giocando in modo compulsivo, hanno perso gran parte dei propri risparmi.
Del resto è lo stesso bar Alfredo a non puntare la sua ricchezza sui gratta e vinci, ma sul servizio dato alle persone, specialmente ai più anziani. «E’ stato mio papà a inculcarmi che avere un negozio significa svolgere un servizio. E io, a mia volta, ho inculcato lo stesso concetto a mio figlio Marco – spiega , che rappresenta la seconda generazione alla guida del bar – La nostra è una missione. Per quello ci mettiamo sempre a disposizione degli anziani per spiegare loro come si compila F24. Oppure siamo noi che facciamo la ricarica del telefono quando il cliente non è capace».
La ricetta funziona: la tabaccheria è diventata un punto di riferimento nel quartiere.