VARESE Le Fiamme gialle di Varese sono sinora l’unica realtà italiana, e la quarta al mondo, ad avere sperimento e con successo il supporto investigativo di particolari cani poliziotto addestrati non solo a scovare droga, ma anche a fiutare banconote non dichiarate. In gergo li chiamano «cash dogs», o più professionalmente «unità cinofile antivaluta» che ieri si sono «esibite» in piazzale don Tornatore per la dimostrazione pratica che ha accompagnato la cerimonia per il 237° anniversario dalla fondazione del corpo della Guardia di Finanza.
Presentare la dimostrazione (il fermo e la perquisizione di un’auto sospetta con a bordo conducente e passeggero) è toccato al maresciallo capo Marco Barbani, addestratore delle unità cinofile di Varese e precursore del loro impiego nella ricerca di denaro nascosto. «Tutto è cominciato qualche anno fa con uno stage nell’agenzia doganale britannica – racconta l’ufficiale – dove ho potuto sperimentare l’efficacia di questi cani in porti e aeroporti». Una volta tornato a Varese il finanziere ha provveduto ad addestrare due labrador antidroga al riconoscimento di euro, dollari e sterline. Due «cash dogs» che da due anni sono in servizio all’aeroporto di Malpensa e che con il loro lavoro hanno permesso di recuperare denaro per un valore di circa 2 milioni di euro. Risultati che hanno convinto il centro di addestramento cinofilo nazionale della Guardia di Finanza, a Castiglione del Lago (Pg), a preparare altri 6 «cash dogs», come riportato anche sull’ultimo numero del mensile «il Finanziere».
f.tonghini
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