La grande corsa da mini-Imu Caos e ribaltoni: rischio errori

La grande corsa da mini-Imu
Caos e ribaltoni: rischio errori

«Abbiamo fatto tutto di corsa, ma siamo riusciti nell’intento. Certo c’è il rischio di errori». Sono anche quelle descritte nelle parole di Francesco Arancio le difficoltà legate alla mini-Imu.

Il titolare dell’omonimo studio di commercialisti varesino ammette come la corsa per effettuare i conteggi possa esporre al rischio di errori. «Il calcolo in sé non è complicato, però occorreva molto tempo perché bisognava consultare i siti dei singoli comuni per verificare se le aliquote fossero state o meno aumentate».

Ad ogni modo, «siamo riusciti in tempo a servire la nostra clientela, anche se abbiamo dovuto correre un po’». Tutto tranquillo, quindi? «La situazione è sempre un pochino tesa», precisa Francesco Vaccarella, titolare dell’omonimo studio, «il fatto è che non si capisce dove vogliano arrivare: il Governo ci sta mettendo in difficoltà, rischiamo di commettere degli errori dovuti alla mancanza di chiarezza».

Se a questo si aggiungono anche le voci sul rimpasto di Governo, che a tutto contribuiscono meno che a rendere chiare le cose, «si capisce cosa si intende quando si afferma che l’incertezza politica incide sull’economia».

Parla di «calcoli semplici» per l’Imu, resi però complicati dal fatto che «le indicazioni sono arrivate in ritardo» anche Angelo Miglierina. «La mini-Imu», aggiunge, «sembrava una cosa così stravagante, ma alla fine abbiamo effettuato il calcolo, forse anche grazie al fatto che la società alla quale ci appoggiamo ci ha fornito il software giusto».

L’imposta sulla casa non ha occupato le scrivanie dello studio Jemoli-Ardo-Merati, ma «come contribuente devo dire che è stato un anno di grande confusione», il commento di Luigi Jemoli, «a questo si aggiunge il problema che ogni comune va in ordine sparso e quindi è difficile avere un quadro omogeneo».

Finita la “volata” per il pagamento della mini-Imu, ora i commercialisti, al pari dei contribuenti, possono tirare il fiato. Ma c’è poco da rilassarsi: a giugno arriva la Iuc e il rischio è che si debba ricominciare tutto da capo.

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