VARESE I “frontalieri ratti” escono dai confini del Canton Ticino e arrivano, con tutto il loro carico di polemiche, direttamente a Strasburgo e Bruxelles, sede rispettivamente del Parlamento europeo e della Commissione dell’Ue. Merito dell’europarlamentare del Pdl, Lara Comi che ha inoltrato due interrogazioni, depositate proprio al Consiglio europeo e alla Commissione dell’Unione proprio per tutelare e chiedere rispetto per le migliaia di frontalieri impiegati in Ticino.
Prende corpo così il movimento di difesa dei nostri lavoratori finiti nel mirino della pesante campagna elettorale lanciata dall’Udc svizzero delle in vista delle elezioni cantonali dell’aprile 2011. Dopo l’iniziativa del consigliere regionale Rienzo Azzi (Pdl), che aveva auspicato l’intervento del Parlamento Europeo, i sindaci di Arcisate, Bisuschio, Brusimpiano, Clivio, Cuasso al Monte e Saltrio, hanno infatti invitato l’onorevole Lara Comi a farsi carico, davanti all’assemblea comunitaria, dell’adozione delle necessarie misure che permettano «ai frontalieri di svolgere il proprio lavoro, al riparo da ingiustificati attacchi che, di certo, non favoriscono un clima sereno e che potrebbero far degenerare la situazione». E così è stato. Immediate infatti le due interrogazioni. Nella prima, presentata al Consiglio europeo si chiede, «per garantire il rispetto degli accordi bilaterali che intercorrono tra la Svizzera e i Paesi dell’Ue, di incoraggiare una maggiore collaborazione tra i due Stati, e nello specifico, per quanto riguarda il rispetto dei principi di libera circolazione delle persone, di non discriminazione e di tutela dei diritti della persona e dei lavoratori». L’interrogazione indirizzata alla Commissione Europea chiede, invece, «se si ritenga opportuno intervenire e in quale modo, a sostegno dei frontalieri italiani, con una azione di pressione per esigere rispetto nei loro confronti e a ribadire la necessità di fornire tutela ai loro diritti come persone, come cittadini e come lavoratori».
Quello che si auspica, insomma, è una forte iniziativa politica da parte dell’Europa che richiami all’ordine l’Udc. Criticato, anche in Ticino, per l’accostamento a dir poco offensivo tra i lavoratori varesotti e comaschi e i ratti affamati di formaggio dei manifesti. «Deploriamo i toni ingiuriosi e il carattere discriminatorio degli attacchi rivolti ai frontalieri italiani – concludono l’europarlamentare Lara Comi e il consigliere regionale del PdL, Rienzo Azzi – e riteniamo la campagna condotta dall’Udc ticinese del tutto ingiustificata, perché diretta contro onesti lavoratori che con il proprio impegno e la loro professionalità contribuiscono in maniera significativa alla crescita economica del Canton Ticino e di tutta la Confedereazione Elvetica».
f.tonghini
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