La Lega dice no ai soldi di Rocco per restaurare la piscina fallica

La Lega dice no ai soldi di Rocco per restaurare la piscina fallica

VARESE Ben vengano le donazioni per restaurare la piscina di Villa Mylius, ma non da Rocco Siffredi.
Addio “celodurismo”, il Carroccio a Palazzo vira bruscamente e respinge l’idea che sia uno stand allestito al “Mi-sex”, la fiera dell’hard milanese, a finanziare la messa a nuovo della piscina fallica varesina.

Lo ha dichiarato il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Giulio Moroni a margine della seduta consigliare di martedì sera. «Non sono convinto della bontà dell’iniziativa di abbinare la ristrutturazione della vasca con attività di questo tipo», ha detto in riferimento all’interessamento del direttore artistico del “Mi- sex”, Massimo Bonera alla piscina.

L’idea di Bonera è quella di allestire un corner nei padiglioni della fiera dell’hard in cui mostrare le foto della villa, della vasca fallica e una biografia dell’architetto Pietro Porcinai che l’ha disegnata. Uno stand dedicato alla villa varesina per raccogliere i fondi necessari alla ristrutturazione di quella che è considerata un’opera d’arte e tutelata anche dalla Sopraintendenza.

«Non sono convinto che la famiglia Babini, che ha donato la villa al comune, sarebbe d’accordo – ha continuato Moroni – Il loro desiderio secondo me è in contrasto con il “Mi-sex”, l’hard e Rocco Siffredi».
È stato proprio il porno attore a prendersi a cuore le sorti della piscina fallica e a coinvolgere il “Mi-sex” e il comico Massimo Boldi nella campagna per il suo restauro. Tra le altre iniziative in programma, potrebbe esserci anche quella di presentare il cinepanettone di Boldi e Siffredi, proprio a bordo della vasca varesina.

Le parole di Moroni, però, sono suonate come un avvertimento all’assessore al Verde Pubblico, Stefano Clerici (Pdl), che potrebbe decidere di non dare seguito alla cosa.
«Vorrei mettere in guardia l’assessore dall’intraprendere attività che non interessano all’amministrazione – ha aggiunto il capogruppo del Carroccio – Se non ci sono i soldi per rimettere a nuovo la piscina, allora aspetteremo condizioni economiche migliori. Nel frattempo potremmo concentrarci sugli impianti pubblici già esistenti e che necessitano di interventi di manutenzione più urgenti».

Anche la precedente esperienza dell’amministrazione con la piscina della Schiranna dovrebbe servire da lezione. «Considerati i precedentititi insuccessi con le piscine all’aperto, vedi Aspem Reti e il buco di bilancio che ha creato, ci penserei due volte prima di aprirne un’altra – ha concluso – Una piscina pubblica a Villa Mylius verrebbe utilizzata da pochissima gente e l’investimento per ristrutturala sarebbe troppo oneroso in rapporto ai guadagni che ne deriverebbero».

Valentina Fumagalli

e.besoli

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