La Lega, il Pde il rilancio di Malpensa

La Lega, il Pde il rilancio di Malpensa

Ancora un temporale, questa volta davvero "estivo", tra Malpensa e Lugano Agno. E’ infatti di qualche giorno fa l’accordo di gemellaggio tra la Provincia di Como, guidata dal leghista doc Leonardo Carioni, e la direzione del piccolo scalo ticinese.Qualche imbarazzo tra i seguaci di Bossi e i loro alleati e un facile affondo dell’opposizione Pd le reazioni ferragostane all’intesa che, almeno sulla carta, saluta la nascita dell’ «Aeroporto dei laghi».A ben guardare entrambi gli schieramenti hanno qualche ragione da mettere sul tavolo. Il Pd ha buon gioco nel sottolineare le contraddizioni di Lega e Pdl su Malpensa, a più riprese proclamata irrinunciabile trincea della lombardità, poi sacrificata alle necessità della rinascente Alitalia, ancora e sempre a spese dei contribuenti.Ma come, dicono in casa Pd, Malpensa naviga in acque incerte, con gli slot bloccati dalla casa madre e voi leghisti lariani chiudete accordi con uno scalo concorrente.Logica in effetti vorrebbe che si facesse di tutto e di più per liberare i diritti di atterraggio in brughiera affinché altre compagnie estere li possano utilizzare per portare clienti che potrebbero avere come meta anche il sempre più esclusivo e splendido Lago di Como.Ma l’economia viaggia più veloce della politica.In effetti di fronte a una crescente domanda "ricca" di famiglie europee desiderose di trascorrere

weekend e vacanze lariane, Agno è, per Como, la classica ciliegina sulla torta. Anche se afflitto da non lievi problemi di accessibilità stradale, resta un approdo relativamente veloce, lindo, familiare e comunque prossimo rispetto a Malpensa ancor oggi decisamente scollegata da Varese che la ospita e da Como che potrebbe meglio alimentarla.Insomma non è la clientela di nicchia in arrivo e in partenza a fare la differenza, la partita dello scalo lombardo deve essere giocata altrove e su altri terreni: 1) occorre rimuovere l’ipoteca Alitalia sugli slot 2) accelerare al massimo la costruzione delle infrastrutture di collegamento mancanti, ferroviarie e stradali 3) procedere a un accurato inventario di tutti gli scali lombardi e non solo individuando, qualora esistano, le vocazioni di ciascuno.Operazioni non più differibili se si vuole dare un futuro solido a Malpensa che, va detto con molta chiarezza, deve giocare le sue carte essenzialmente in Lombardia senza coltivare l’ambizione irrealistica di essere lo scalo di riferimento di tutto l’estesissimo Nord Italia.Insomma i nemici di Malpensa non stanno ad Agno dove legittimamente si coltiva una certa clientela insubrica che esiste del resto dai tempi della gloriosa e florida Crossair, compagnia amatissima dai manager comaschi e varesini, poi trascinata nel baratro dal disastro di Swissair meno di un decennio fa.

e.marletta

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