«In lui ho visto la stoffa. In lui ho visto la stoffa di chi aveva il talento per cambiare le cose».
È Giuseppe Terziroli, che accanto a Andrea Badoglio, ha seguito i progetti di Civica Varese e La Varese Nascosta, per citarne alcuni, a ricordare il “Bado”. «Amava la giustizia, amava la legalità – spiega – soprattutto amava Varese. E per Varese ha fatto molto». Terziroli racconta.
«L’ho conosciuto tre anni fa. Quando ci battemmo per il no al parcheggio alla Prima Cappella del Sacro Monte. In quel momento capii che c’era del talento. Il talento di chi non aveva paura di fare».
Terziroli racconta aneddoti privati: «Sapete perchè non viveva con sua madre?
Me lo disse. Lo minacciavano, anche di morte, e lui non voleva mettere in pericolo i propri familiari». In lui c’era passione: «C’era una luce – spiega Terziroli – che raccontare è difficile. Andrea Badoglio non aveva paura. E di minacce ce ne sono state. Ma lui non ha mai avuto paura».
Si dice che chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. «Il bello di Andrea era che andava avanti. Sempre. Metteva al sicuro gli altri, i familiari, gli amici. Lui si esponeva. Ed era competente, era intelligente e sapeva cosa faceva». Il parcheggio alla prima cappella non è
stato costruito. Fu Badoglio a segnalare anomalie in Provincia e quattro funzionari sono stati rinviai a giudizio per un buco da 34 milioni di euro circa. E adesso Badoglio si era concentrato sulla questione Molina: chiedeva trasparenza. La sua morte non ha spento gli animi: molti altri stanno portando avanti il suo lavoro.
«Andrea era irruento – spiega Terziroli – deciso, onesto. Amante di questa città. E sì le sue battaglie dovranno essere portate avanti. Dai varesini. Tutti insieme. Sono in tanti ad avere creduto in lui».
Ieri, nella camera mortuaria allestita all’obitorio dell’ospedale di Varese, in tanti hanno voluto salutare Andrea.
Molti politici, ma soprattutto moltissimi cittadini.
«Era così – dice Terziroli – aveva la stoffa. L’ho sempre detto. Andrea aveva la grande capacità di guardare al presente e capire cosa sarebbe accaduto in futuri. Questa era la sua grande dote: vedere cosa sarebbe accaduto analizzando il presente. E non ha mai sbagliato».
L’addio di Terziroli è struggente: «Lui era la purezza che a Varese mancava. Sarà impossibile sostituirlo per molto tempo. Eppure è oggi che Varese ha bisogno di Andrea Badoglio. La sua morte addolora gli amici, ma impoverisce l’intera città».













