Micro-rata Imu, quanti grattacapi per pochi euro da chiedere ai contribuenti. I sindaci cercano contromisure e sperano che lo Stato ci metta una pezza.
Ma è «grande confusione» soprattutto tra i commercialisti, costretti a districarsi tra le aliquote dei diversi Comuni. «Il problema è che la prossima tassa rischia di essere ancora più complicata» ammette, presidente dei giovani commercialisti dell’Ordine di Varese.
È ancora caos per la mini-Imu, il versamento del 40% della seconda rata che, se il Parlamento non troverà la copertura finanziaria, verrà richiesta ai proprietari in quei Comuni dove l’aliquota è superiore a quella base dello 0,4%.
I casi-limite sono due piccoli comuni del Varesotto che hanno l’aliquota sulla prima casa allo 0,42%, ovvero appena due centesimi di punto al di sopra dello standard. Si tratta di Monvalle, che ha mantenuto l’aliquota del 2012, e di Bardello, che ha deliberato il leggerissimo aumento quest’anno.
A Bardello, dove il versamento medio nel 2012 è stato di 94 euro, la mini-rata vale in media circa sette euro a contribuente.
Discorso simile a Monvalle, dove su un versamento medio 2012 da 140 euro si stima una mini-rata da circa otto-nove euro a famiglia.
Anche qui sotto la soglia minima. «Di certo sarà più la spesa che l’impresa – ammette , assessore al bilancio di Monvalle – sono cifre esigue, non è per niente conveniente rimettere in moto tutta la “macchina” della riscossione con gli F24. Per questo stiamo valutando come muoverci, sperando che il Governo superi il problema».
A Solbiate Arno, dove l’aliquota Imu è allo 0,45% come a Varese, il versamento medio dell’Imu sulla prima casa nel 2012 è stato di 153 euro, il versamento medio previsto con la mini-rata aggiuntiva di gennaio sarebbe di circa 20 euro. Insomma molti contribuenti rischiano di perdere tempo, energie e soldi da Caf o commercialisti per un importo medio che sarà inferiore ai 30 euro.
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