La nonna-record: a 93 anni è la regina degli “anta”

Runners di tutte le età hanno affollato la città, domenica mattina, per partecipare alla StraVarese. La vincitrice morale è senza dubbio Renata Costantini, classe 1922

– Tutti insieme, o quasi, quando la città ancora deve svegliarsi e sono i loro passi a darle il buongiorno.
Scaglionati – come dei reduci stanchi ma contenti – al ritorno con il sole già alto nel cielo.
Sono i 950 partecipanti della 28° edizione della Stravarese: giovani, persone di mezza età, anziani per la carta d’identità che viene però beffata dal fisico tirato a lucido e dallo spirito.

Pianeti gravitanti nell’orbita di una Città Giardino bella e profumata alla luce della primavera: l’Ippodromo è il loro satellite, le strade di Varese, Avigno, Casciago, Velate e Sant’Ambrogio la loro galassia composta di sudore, fatica e tanto, tanto piacere.
Il popolo che marcia sotto il Sacro Monte ha i propri simboli, tutti appartenenti alla categoria degli “anta” e non da poco. Il numero record che sfiora le mille unità si deve sia al positivo afflusso di singoli, circa 350 nonostante la “concorrenza” della Stramilano, sia ai gruppi organizzati di marciatori (19), che da tutto il circondario (Como, Busto Arsizio e Novara) hanno confermato la loro presenza.
Tra questi, una numerosa compagine da Formigine (Modena), con 86 atleti scattanti capitanati da una regina davanti alla quale è il caso di togliersi tanto di cappello. Si chiama e all’anagrafe è stata registrata nel 1922: se l’aritmetica non è un’opinione fanno 93 anni compiuti.

La signora si è presentata pimpante alla partenza delle 9.30 e ha effettuato parte del percorso più breve stilato dall’organizzazione, i sei chilometri snodati lungo la città.
Peraltro, fare le pulci sul chilometraggio da lei calpestato è davvero fuori luogo; bisogna solo complimentarsi, come fanno anche i suoi “colleghi”: «Giusto premiarla insieme al suo gruppo davvero numeroso – dichiara il presidente di G. S. Marciatori Varese– Ma anche noi abbiamo i nostri portacolori speciali».
Già, per quest’anno non ha marciato, ma la sua fatica l’ha compiuta ugualmente: si tratta di , 86 anni, anima della manifestazione.
L’uomo, presidente onorario dell’associazione varesina, sabato sera è andato a letto alle 2 di notte: prima ha fatto il giro dei tre percorsi per posizionare gli indispensabili cartelli a beneficio dei camminatori, poi si è presentato puntuale ieri mattina alla partenza per dare un’ulteriore mano.
Tempra d’acciaio: «Ho corso per 38 anni – racconta Zucchi – facendo maratone persino a Berlino e a Bruxelles. E non mi sono allenato nemmeno una volta: mi bastavano il mio lavoro di banconiere in un salumificio, per il quale ho sempre trottato, e la passione. Lo sport è sacrificio». Anche qui, giù il cappello.