La Svizzera non ci dà tregua E ci incolpa pure per lo smog

La Svizzera non ci dà tregua E ci incolpa pure per lo smog

VARESE Polveri sottili sempre sopra la soglia limite in tutta la provincia: il pulviscolo ha raggiunto i 73 microgrammi per metro cubo nell’aria di Varese città, secondo i dati resi noti ieri dall’Arpa ma va decisamente peggio a Saronno, dove i valori sono saliti a 128 microgrammi per metro cubo mentre Busto Arsizio si attesta a quota 109 microgrammi per metro cubo, Ferno è a 102 e Gallarate a 74. Tutte rilevazioni che evidenziano un progressivo aumento delle criticità. Nessuna limitazione del traffico nel capoluogo e nelle principali città della provincia (Saronno esclusa, con la riduzione della velocità dopo lo stop alla circolazione) ma sono in atto i controlli sulle caldaie e sugli impianti termici. Il Canton Ticino, invece, ha riconfermato il provvedimento di limitazione a 80 chilometri l’ora sull’autostrada da Chiasso a Lugano e da Stabio a Mendrisio. Negli ultimi dieci giorni, sono state 200 le multe appioppate ad automobilisti che hanno superato il limite e 20 le parenti ritirate. «Restituite subito le patenti. Servono per lavorare», afferma la Lega dei Ticinesi, da sempre contraria al limite di velocità perché non risolve il problema e richiama una sentenza del Tribunale Federale che ha respinto la proposta di limite permanente a 100 chilometri l’ora, perché è una

misura inefficace per contenere l’inquinamento. Nelle multe, sono incappati ticinesi, stranieri e frontalieri: alle normali regole, trasgredisce il 5%; in quella antismog, il 15%. Ma la Lega riapre anche l’annosa controversia sullo «smog da importazione»: non è prodotto a livello locale, ma arriva dalla Lombardia, come ha ripetuto il Touring Club Svizzero, consultato dal «Mattino della Domenica», rievocando diversi studi. Dalla pianura, lo smog si sposta verso l’arco alpino e ristagna sul Canton Ticino. Ma una settimana prima, la stessa Lega aveva accennato ai «50mila frontalieri che entrano ogni giorno e si muovono in Canton Ticino. Ognuno su un’auto», naufragati i tentativi di trasferire sui treni il traffico che proviene da questa parte del confine. Il dipartimento del Territorio esorta ad utilizzare i mezzi pubblici, con forme speciali di abbonamento, a contenere il riscaldamento a 19 gradi in camera da letto e a 21 negli altri ambienti.Già negli anni scorsi, il governo ticinese si era incontrato con il governo lombardo, per definire una strategia comune, poiché il problema dello smog che viaggia sui due versanti del confine tende a ripresentarsi in modo ricorrente, secondo l’andamento stagionale, ozono in estate, polveri fini in inverno. Risultati? Forse, uno: il treno regionale Bellinzona – Albate, finanziato dal Canton Ticino.

s.bartolini

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