La vita a credito di Marel Duchamp

Lissone – Le fantasia è solo una questione di logica. Chissà: forse la pensava davvero così. Passando senza troppi rimorsi dagli altari dell’arte contemporanea alle sfide internazionali di scacchi. Eccolo, Marcel Duchamp, protagonista del nuovo appuntamento di “Leggere l’arte” al Museo d’arte contemporanea di Lissone. Giovedì 27 ottobre alle 21 al centro della discussione la biografia pubblicata dall’editore monzese Johan & Levi – “Marcel Duchamp. La vita a credito” di Bernard Marcadé, 2009, 608 pp, 32 euro – con ospiti Martina Corgnati e Massimo Leone (in viale Padania 6, ingresso libero).

«L’uomo più intelligente del xx secolo», lo ha definito André Breton, capace ancora di influenzare il mondo dell’arte oggi: «Dall’invenzione del readymade alle ricerche ottiche, dal marchingegno visivo del Grande vetro all’installazione Étants donnés concepita nell’arco di anni, Duchamp continuò sempre instancabilmente a immaginare un’opera ai confini tra l’arte e la vita – scrivono gli organizzatori -. Proprio questa tendenza a non imporsi una netta separazione fra il quotidiano e l’attività creativa, e a sperimentare casomai una vera e propria arte del vivere,

portò Duchamp a dire: “Mi sono voluto servire della pittura, mi sono voluto servire dell’arte per istituire un modus vivendi, un modo per capire la vita, per provare a fare della mia stessa vita un’opera d’arte, anziché passare tutta la vita a produrre opere d’arte in forma di quadri, di sculture”.

Relatori Martina Corgnati e Massimo Leone: la prima è curatrice e critica d’arte, ha scritto tra l’altro per “Flash Art”, “Panorama”, “Anna”, “The Journal of Art”, “L’Indice”, “La Repubblica”, “Carnet Arte”, “Style”. Ha curato numerose retrospettive dedicate a maestri delle avanguardie e neoavanguardie.  Massimo Leone è ricercatore e docente di semiotica e semiotica della cultura presso il dipartimento di filosofia dell’Università di Torino, il suo lavoro si concentra sul ruolo della religione nella cultura moderna e contemporanea. È il capo redattore di Lexia, la rivista internazionale di semiotica del Centro interdisciplinare di ricerca sulla comunicazione dell’Università di Torino.

m.rossin

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