Busto Arsizio – La Yamamay mantiene l’imbattibilità e, a tre giornate dalla fine della regular season, si assicura il primo posto in classifica. La vittima sacrificale stavolta è l’Asystel Novara, giunta a Busto in formazione rimaneggiata. Per la Yama dei record quasi una passeggiata. E ora si guarda al futuro.
Utile cominciare dalla fine, dal pensiero coniugato al futuro firmato Carlo Parisi: «Essere certi del primato apre a diverse considerazioni, argomenti combattuti. Abbiamo la chance di tentare il percorso netto, rimanendo imbattuti in stagione regolare: ma non è la priorità». Passo avanti: «C’é la possibilità di sperimentare e dare qualche riposo, ma non voglio comunque stravolgere la formazione».
Il perché è ampiamente condivisibile: «Le tre di campionato sono incastrate in mezzo a impegni in serie. Non è un calendario normale dove i turni conclusivi della Cev coincidono con i playoff, diventa quindi importante il mantenimento della condizione nervosa e della concentrazione». Proprio a tema testa, il coach chiude mirando l’attualità: «Oggi era importante questo, dimostrare mentalità e
intensità. Come giovedì con lo Schweriner abbiamo palesato qualche difficoltà, ma siamo stati più pronti a uscirne».Cambio di scena, Aneta Havlickova: «Novara è stata brava, noi un po’ meno nel primo e terzo set. Ora non ha senso parlare di riposo, voglio provare a vincere tutto». Fuori onda, coach Parisi lancia un «brava Aneta!» d’applaudire e suadente d’ascoltare.
Cristina Barcellini allarga le braccia: «Nei momenti più importanti non siamo state in grado di forzare. Lasciare Busto palla in mano equivale a un mezzo suicidio. Noi, poi, abbiamo subito in diversi fondamentali, difficile fare il nostro gioco».
p.rossetti
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