e : l’angelo e il demone. Lei studentessa di 20 anni solare e piena di fede, capo guida scout, un esempio per tanti giovani di Comunione e Liberazione, uccisa barbaramente il 5 gennaio 1987; il cadavere ritrovato 40 ore dopo nel boschetto di Sass Pinì.
Fu provato che la ragazza ebbe un rapporto sessuale prima di morire, quasi certamente subì una violenza. Poi la furia dell’assassino che si accanisce su di lei con 30 coltellate. Una lama da scout.
Lui già condannato all’ergastolo anche in secondo grado per l’omicidio di nel novembre 2009 a Cocquio Trevisago, è il killer delle mani mozzate, famigerato in tutta Italia che le figlie hanno a più riprese accusato anche dell’omicidio di , prima moglie della quale Pippo Piccolomo voleva liberarsi, secondo le figlie Tina e Cinzia, dopo essersi invaghito della lavapiatti marocchina che lavorava nel ristorante di famiglia.
L’altro ieri sera “Quarto Grado”, trasmissione in onda su Rete4, ha messo sul piatto un’ipotesi non del tutto nuova. Che Piccolomo abbia ucciso Lidia. «Era una minaccia che usava contro di noi: vi faccio fare la fine che ho fatto fare a Lidia Macchi – hanno raccontato le due donne davanti alle telecamere – Il corpo della ragazza, tra l’altro, fu ritrovato non lontano da casa nostra». Credibile? La procura di Varese era al corrente di questa “spacconata” da mostro di provincia: le figlie di Piccolomo la ripeterono in aula, nel 2011, davanti ai giudici del tribunale di Varese durante il processo in primo grado a carico del padre. Cinzia e Tina, in ogni caso, quelle accuse le hanno ripetute a , sostituto della procura generale di Milano che ha discusso l’Appello di Piccolomo e chiesto alla procura di Varese di riaprire le indagini sulla morte di Maldera. E la procura generale si starebbe muovendo anche sul caso Macchi interessandosi alla possibilità di nuove indagini.
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