L’anno si chiude sotto il segno del meteo

L’anno si chiude sotto il segno del meteo
Mai tanti accessi ai siti del Centro Geofisico Prealpino e del CentroMeteo Lombardo. Tante le curiosità da ricordare: gennaio e febbraio piovosi, luglio freddo, autunno lungo

– Meteo-star del 2014. Diciamocelo chiaro e tondo: è stato lui, “il tempo”, l’argomento più amato dai varesini dopo il calcio. Occasione di discussioni in ufficio, terreno di scommesse, materia da declinare in concreto prima di partire per le vacanze o di organizzare una gita.
La grande attenzione riservata al “tempo che fa” (e che farà in un futuro più o meno prossimo) è una certezza evidente e indubitabile.
Considerato anche la strana annata a livello metereologico – che non ha risparmiato al Varesotto diverse “gatte da pelare” e purtroppo anche alcune tragedie – anche i centri meteo del territorio sono stati tempestati di chiamate e hanno registrato un boom di accessi ai propri portali web.

All’inizio fu , con tutti incollati alla tivù in bianco e nero per vedere dove il colonnello puntava il dito parlando di isobare e anticicloni, lessico semplice e cartine rudimentali.
«Il tempo in Italia» appuntamento clou della serata. Preistoria. Adesso, accendendo il monitor di un computer o un palmare, seduti in poltrona o in tram, con un clic si possono guardare le immagini satellitari del globo e di ciò che ci passa sopra. Il tempo che fa ovunque, e che farà, è in diretta, online.

Per i navigatori di internet afflitti da meteo-mania, più che mai in annate come questa,caratterizzata da un’estate praticamente assenti e da alluvioni che hanno più volte messo in ginocchio il nostro territorio e da un inverno che ha fatto da qualche giorno capolino catapultandoci da una media giornaliera di 10 gradi allo zero termico, la pagina web del Centro Geofisico Prealpino, così come i blog di esperti e commentatori amatoriali come quelli del CentroMeteoLombardo, hanno spopolato.
I meteorologi del Centro Geofisico Prealpino confermano il boom di accessi alla homepage da parte di appassionati, «che si svegliano in particolare quando fa molto freddo e nevica, quando si registrano ondate di calore e in occasione dei nubifragi».
Già con l’inizio del 2014 il meteo ha iniziato a calcare gli onori della cronaca varesina. Il 2014 è stato l’anno più piovoso dal 1965: i picchi delle precipitazioni si sono registrati proprio tra il gennaio e il febbraio scorsi. Luglio è stata la grande delusione dell’estate, con piogge record sia per quantità che per numero di giorni bagnati (14) o caratterizzati da temporali (13). Tra il 28 e il 29 di quello stesso mese, un nubifragio si è abbattuto sul Varesotto con esondazioni, frane e allagamenti.
«A Varese – si legge nel rapporto del Centro Geofisico Prealpino – la temperatura media dell’anno meteorologico 2014 è stata di 14,12 gradi, al secondo posto tra le più calde registrate dal 1967, appena sotto il record del 2003 (14,16 gradi) di cui ricordiamo l’estate rovente. Al terzo posto troviamo il 2011 (14,10 gradi) e al quarto posto il 2009 (13,9 gradi). Con l’eccezione del 2010 che fu piuttosto fresco (12,7 gradi), tutti gli anni più caldi sono dunque molto recenti e confermano la tendenza al riscaldamento di 0,44 gradi ogni dieci anni, ovvero poco più di 2,0 gradi a partire dal 1967».
«È mancato il caldo dell’estate ma anche il freddo dell’inverno. La primavera mite e il caldo record in autunno hanno trascinato la media verso l’alto». Il mese di ottobre poi è stato il più caldo di sempre e novembre ha sfiorato il record del mese più piovoso, raggiungendo invece quello del più caldo registrato a Varese.
E ora, dopo un autunno quasi interminabile, siamo stati improvvisamente sopraffatti dalle gelide correnti provenienti dalla Russia che hanno fatto precipitare la colonnina di mercurio, nelle ore più fredde della giornata, intorno ai -5 gradi centigradi.
Il picco del gelo è previsto proprio a cavallo tra Capodanno e il primo gennaio 2015.

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