– Un tuffo nel Settecento, un incontro con l’alchimia. Questa è l’emozione che si prova vedendo all’opera, nel laboratorio artistico del centro Soranzo di via Oriani 121, le allieve della scuola di iconografia di Akathistos, associazione che si occupa di diffondere l’iconografia, sia come tecnica, sia come cultura. Il legame con il passato, e con la natura, è importante. Per creare i colori si usano pigmenti in polvere, che vengono legati con l’emulsione d’uovo secondo l’antica tradizione pittorica medioevale.
Le icone non si dipingono, «si scrivono». «Il tratto grafico e pittorico di ciascuno è come la voce che recita il Padre Nostro, qualcosa di proprio che personalizza un linguaggio universale» spiega, presidente dell’associazione, che si è avvicinata al mondo dell’iconografia vent’anni fa. È sotto la sua supervisione che prendono forma “affreschi portatili” realizzati su tavole di legno coperte di tela e gesso. La doratura viene effettuata con oro zecchino. Chiunque si può mettere in gioco, con la consapevolezza che scrivere icone non è un hobby, ma una forma di meditazione che unisce l’arte alla spiritualità. Si seguono le orme degli antichi iconografi così come si mettono i piedi sulle impronte già tracciate da una guida, quindi in posti sicuri. Il gruppo aiuta a dare consigli, moltiplica l’esperienza. La musica russa di sottofondo favorisce la co
«Se si sbaglia si può correggere, ma bisogna farlo subito. Perseverare nell’errore può essere deleterio, sulla tavola così come nella vita» dice Caprioglio. «È un’attività che favorisce il raggiungimento della pace interiore – continua – Quando si è qui ci si concentra su altro rispetto alle brutture con cui si ha a che fare durante la vita di tutti i giorni». «Sono arrivata qui per caso e ho capito che si trattava di un lavoro importante più vicino alla preghiera che all’hobby – afferma – La difficoltà è raggiungere il risultato prefissato». «La cosa più bella è arrivare alla terza età e continuare a cercare il
volto divino, che è sintesi di umanità e spirito» commenta Anna, maestra di scuola elementare in pensione. «A me affascina lo studio dei colori e la ricerca della forma – aggiunge Adelia – È anche una scuola che insegna a cercare la precisione, e poi c’è la componente di spiritualità che deve essere vissuto come una evoluzione personale». «Una componente fondamentale è la tranquillità con cui ci si approccia alla tela – conclude – Io ho cercato per tanto tempo un corso come questo, ne avevo bisogno per coltivare la mia spiritualità. Nel gruppo ci troviamo bene ed è eccezionale quando arrivano i maestri russi».
In estate, infatti, sempre al centro Soranzo, alcuni maestri russi specializzati in icone arrivano apposta da Mosca per sovrintendere un corso di dieci giorni (di solito si svolge tra giugno e luglio). Come , per esempio, che ha dipinto icone in importanti chiese russe. Per tutti gli interessati, nel mese di febbraio partirà un mini corso di formazione di quattro sabati mattina specifico sulla composizione dell’icona. Poi ce ne sarà uno sulle luci e le ombre e uno sulla tempera all’uovo.













