Saranno 400 gli imprenditori varesini che sfileranno a Roma martedì in piazza del Popolo per chiedere al Governo, incontrando il Presidente del Consiglio (a questo punto, probabilmente Matteo Renzi?, ndr), un futuro economico certo e migliore di quello attuale per restituire alle aziende quella dignità propria del fare impresa.
Queste le intenzioni presentate ieri mattina nella sede varesina di Confesercenti dallo stesso presidente Cesare Lorenzini insieme al presidente di Cna Varese Franco Orsi, Bruno Chinaglia presidente di Casartigiani Varese, Giulio Di Martino per la rappresentanza sindacale di Confartigianato Varese e al presidente Giorgio Angelucci di Confcommercio Ascom Varese.
Rete Impresa Italia, che racchiude tutte queste associazioni, si è mobilitata a livello locale e nazionale per sottoporre alla politica nazionale alcune proposte che possano dare respiro alle aziende oramai stremate dalla situazione economica generale che vede sempre più famiglie sul lastrico e una disoccupazione giovanile drammaticamente attestata sulla cifra del 40% . E la decisione di andare a Roma «è stata presa in cinque minuti – spiega il direttore generale di Confesercenti Varese Gianni Lucchina – proprio per sottolineare l’urgenza degli interventi che vanno fatti dal Governo per far ripartire le aziende».
Le previsioni governative di crescita per il 2014 non soddisfano certo gli imprenditori varesini che vogliono di più , un sistema Paese moderno che dia delle certezze e delle risposte ai problemi reali dei cittadini, imprenditori e non.
Da ogni parte d’Italia si concentreranno nell’ampia isola pedonale di piazza del Popolo per chiedere a gran voce quella dignità economica che fino a qualche anno fa era ben radicata nei territori produttivi locali, in quei terreni che storicamente hanno contribuito allo sviluppo del sistema Paese e che attualmente concorrono al peso del tessuto produttivo nazionale con un significativo 92%.
I “gladiatori” varesini diranno, insieme a tutti gli altri imprenditori provenienti dal resto del paese, «basta a un fisco schiacciante che sotterra imprese e famiglie sottraendo risorse allo sviluppo e basta a una burocrazia che giorno per giorno costringe l’imprenditore a una via crucis interminabile facendo perdere tempo e denaro».
«Dai nove agli unidicimila euro ogni anno vengono persi in burocrazia in ogni azienda del territorio varesino – spiega Giorgio Angelucci di Confcommercio Ascom Varese – e sottratti all’investimento in innovazione e occupazione». Diranno basta anche alle misure adottate dalla tassazione locale che sempre più continua a tradursi in numeri punitivi per le aziende.
© riproduzione riservata













