Le toghe avvertono: intercettazioni necessarie,indagini a rischio

Le toghe avvertono: intercettazioni necessarie,indagini a rischio


Roma, 31 gen. (Apcom)
– Sarà anche stata l’inaugurazione
dell’Anno Giudiziario 2009, la giustizia sarà anche il grande
malato d’Italia, con processi lumaca e risorse ridotte al
lumicino, ma alla fine l’attualità ha fatto irruzione anche
al ‘palazzaccio’, tant’è che la riforma delle intercettazioni è
stata la vera protagonista della giornata.

A introdurre l’argomento, il primo presidente della Suprema
Corte, Vincenzo Carbone: “il principale problema risiede nella
loro abnorme e poco giustificata reiterazione nel tempo.
Dovrebbero essere vietate le proroghe se nel tempo stabilito non
si sono raggiunti risultati apprezzabili, tranne casi eccezionali
e rigorosamente motivati”. Insomma, via libera sostanziale
all’emendamento in materia presentato dalla maggioranza al testo
in esame alla commissione Giustizia della Camera, tanto che il
viso del Guardasigilli Angelino Alfano si è allargato in un
aperto sorriso mentre la voce del presidente pronunciava questa
frase.

Chi invece è sobbalzato sulla sedia è stato il pg della
Cassazione Vitaliano Esposito, che di lì a poco avrebbe definito
le intercettazioni “strumenti utili per il contrasto a diversi
fenomeni criminali e ancora di più necessari per le indagini
sulla criminalità organizzata o finalizzate alla cattura di
latitanti, in un periodo storico in cui il contributo dei
collaboratori di giustizia è estremamente ridotto”.

Le frasi di Carbone sulle intercettazioni, comunque, non sono
piaciute nemmeno all’Anm, tanto che a fine cerimonia sia il
presidente Luca Palamara che il segretario Giuseppe Cascini hanno
lanciato strali contro la riforma del governo. “Con questa
formulazione – è il parere di Palamara – nessun magistrato
chiederebbe più un’autorizzazione per fare le intercettazioni”,
mentre per Cascini i magistrati sono “d’accordo a discutere un
maggior rafforzamento dei controlli in sede di autorizzazione
delle intercettazioni, ma non a drastiche limitazioni”.

Chiuso il capitolo intercettazioni, resta la fotografia di un
sistema giustizia ‘malato’, di una “crisi sotto gli occhi di
tutti” che però non è impossibile superare, sostiene Carbone.

Red/Kat

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