Città del Vaticano, 2 feb. (Apcom) – Il cardinale Walter Kasper,
presidente della Pontificia commissione per i rapporti religiosi
con l’ebraismo, denuncia la gestione della revoca della scomunica
ai lefebvriani da parte del Vaticano.
“Osservo il dibattito con grande preoccupazione: nessuno può
sicuramente rallegrarsi del fatto che ci siano stati degli
equivoci”, afferma il porporato tedesco ai microfoni della
sezione tedesca di ‘Radio vaticana’. “Ci sono stati sicuramente
errori di gestione da parte della curia, lo voglio dire
espressamente. Ma in sostanza la revoca della scomunica significa
soltanto che si è tolto, per così dire, un impedimento, in modo
che ora si possa entrare in dialogo con il movimento di Lefebvre
su una serie di questioni teologiche. Per quanto io possa
giudicare, non si tratterà di un dialogo leggero, ma pesante,
sull’ecumenismo, il dialogo interreligioso, l’eucaristia e la
libertà religiosa. Ci sono molte domande aperte tra loro e noi.
Il Papa voleva aprire il dialogo perché egli vuole l’unità dentro
e fuori la Chiesa. Speriamo che si inizi un buon colloquio, ma
certo non si può dire che i vescovi lefebvriani già siano in
piena comunione con la Chiesa. Erano e restano sospesi. Speriamo
che ora si apra un dialogo serio, nel quale devono compiere tutti
i passi per venirci incontro”. Errori di comunicazione? “Io penso
di sì”, risponde Kasper. “Lo devo dire apertamente. In Vaticano
su questo tema si è parlato troppo poco l’uno con l’altro e non
si è verificato dove potevano nascere problemi. Spiegarlo a
posteriori è naturalmente molto, molto più difficile che se lo si
fosse fatto subito. Avrei auspicato maggiore comunicazione a
priori”.
Ska
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