Città del Vaticano, 11 mar. (Apcom) – Una lettera di sette pagine
che Papa Benedetto XVI invia a tutti i vescovi della Chiesa
cattolica per affrontare il caso della revoca della scomunica ai
vescovi lefebvriani e le polemiche per l’intervista negazionista
delle camere a gas rilasciata dal vescovo Williamson. Sarà
pubblicata domani a mezzogiorno, secondo quanto anticipano oggi
alcuni organi di stampa.
Con la missiva, dunque, “il Papa vuole fare chiarezza circa le
polemiche sollevate dalla revoca della scomunica ai quattro
vescovi lefebvriani e dal caso Williamson, e interviene sulle
critiche divampate anche e soprattutto dentro la Chiesa”, scrive
il ‘Giornale’. Benedetto XVI ricorda che il caso “ha suscitato
all’interno e fuori della Chiesa cattolica una discussione di
tale veemenza quale da molto tempo non si era più sperimentata”.
Il Papa ricorda la “valanga di proteste” e l’accusa a lui rivolta
di voler tornare indietro rispetto al Concilio.
“Una disavventura per me imprevedibile – scrive il Pontefice,
secondo quanto riferisce il ‘Giornale’ – è stata il fatto che il
caso Williamson si è sovrapposto alla remissione della scomunica.
Il gesto discreto di misericordia verso quattro vescovi, ordinati
validamente ma non legittimamente, è apparso all’improvviso come
una cosa totalmente diversa: come una smentita della
riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come la revoca
di ciò che in questa materia il Concilio aveva chiarito per il
cammino della Chiesa”.
Benedetto XVI spiega che in futuro la Santa Sede dovrà prestare
più attenzione alle notizie diffuse su internet (le dichiarazioni
di Williamson erano circolavano infatti sul web già prima della
pubblicazione della revoca della scomunica) e aggiunge: “Sono
rimasto rattristato dal fatto che anche cattolici, che in fondo
avrebbero potuto sapere meglio come stanno le cose, abbiano
pensato di dovermi colpire con un’ostilità pronta all’attacco.
Proprio per questo ringrazio tanto più gli amici ebrei che hanno
aiutato a togliere di mezzo prontamente il malinteso e a
ristabilire l’atmosfera di amicizia e di fiducia”. Il Papa si
rammarica poi per il fatto che la stessa revoca della scomunica,
“la portata e i limiti del provvedimento” non siano stati
“illustrati in modo sufficientemente chiaro al momento della sua
pubblicazione”. E precisa che la scomunica colpisce persone, non
istituzioni: “Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda
una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti
su ragioni disciplinari ma dottrinali” e i suoi ministri, anche
se “sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica, non
esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa”.
Il “sommesso gesto di una mano tesa”, ricorda ancora il Papa, ha
invece dato origine a grandi polemiche, trasformandosi così “nel
contrario di una riconciliazione”. “Può lasciarci totalmente
indifferenti una comunità (i lefebvriani, ndr) nella quale si
trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 117 frati, 164 suore e
migliaia di fedeli? Dobbiamo davvero lasciarli andare alla deriva
lontani dalla Chiesa?”.
Ssa
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