VARESE «Il capo ha parlato». E i colonnelli, da punto di riferimento della base, sono diventati i pompieri accorsi per spegnere l’incendio. E far ritirare gli “sventurati” che, al solo sentir parlare di congresso, avevano supposto che fosse possibile candidarsi.
«Mi sono ritirato con serenità, pensando al bene della Lega. E soprattutto per dimostrare che vogliamo bene a Umberto Bossi» ha detto l’ex candidato segretario Leonardo Tarantino, sindaco di Samarate.
Insomma, il ritiro della candidatura di Tarantino e di Donato Castiglioni non sarebbe un fatto traumatico nonostante la militanza pare non averla presa bene. A parlare è Tarantino, che si limita a dire: «Nessuna imposizione, è la conseguenza di un lungo ragionamento».
Virgolettati stringati e di circostanza quelli del sindaco di Samarate, che conosce bene i meccanismi interni alla Lega, dal momento che ne è stato segretario dal 2001 al 2006.
Il congresso inizierà domani, domenica, dalle 10 all’Atahotel. Non un proforma, dal momento che in ballo c’è l’elezione da parte dei delegati dei dirigenti provinciali. Questo potrebbe essere l’ultima mossa politica, da parte dei supporter di Tarantino e Castiglioni, per conquistare seggi nel direttivo. E tentare di tenere in minoranza il cerchio magico.
Nonostante la corsa a candidato unico dia l’esito scontato a favore del cerchio magico, con Maurilio Canton, i maroniani e i giorgettiani potrebbero riuscire a ottenere la maggioranza nel direttivo. Questa la partita. Ma si sussurra che potrebbero esserci delle “ribellioni”, se non delle contestazioni.
Dalla serata di venerdì fino a oggi, i militanti che avrebbero votato i candidati che si sono ritirati hanno dato vita a un fitto tam tam telefonico. Tra le ipotesi in campo, quella di disertare il congresso. Ipotesi poco verosimile, dal momento che la riunione servirà appunto all’elezione dei dirigenti, e ogni assenza sarà quindi un voto a favore del cerchio magico.
È quindi probabile che qualcuno, durante i discorsi, arrivi a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. O qualcosa di più. Quest’ultima possibilità potrebbe rendere necessaria l’elezione di Canton passando comunque dalle urne. Se si decidesse di procedere con l’elezione del segretario per acclamazione, il rischio che l’acclamazione non sia unanime potrebbe aprire qualche problema nella nomina.
A quel punto i militanti che non condividono la candidatura unica potrebbero lasciare la scheda in bianco. Queste le ipotesi tra le fronde più battagliere.
In ogni, contestazione o no, il dato politico è quello di uno scollamento sempre più profondo tra la base leghista e la propria dirigenza. Persino a Varese, nella culla del partito, dove la contiguità tra militanti e parlamentari è molto forte.
Marco Tavazzi
s.bartolini
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